Oltre un miliardo per la Sardegna ma solo con appalti trasparenti
Il governatore Pigliaru e l’assessore Maninchedda presentano il “Patto per l’integrità” Massima vigilanza sulle imprese e sull’uso delle risorse per realizzare le opere pubbliche
CAGLIARI. La tentazione può essere forte e persino criminale se sul tavolo ci sono un miliardo e cento milioni di soldi pubblici da spendere. Attenzione, gli uomini neri delle mazzette lo sanno e in molti purtroppo proveranno a spartirsi la grande posta con giochetti fuori dalle regole. È il peccato-reato della corruzione da sempre un impulso animalesco senza freni e che va combattuto e sconfitto sul nascere. Come? Così: sospetti, segnalazioni e prove devono circolare così velocemente da tappare le falle di un sistema malandato. Nell’ennesima guerra contro la corruzione, un male che non dovrebbe essere incurabile, la Regione ha deciso di metterci la faccia. Con chi appalterà i lavori, dai Comuni all’Anas, o dovrà vigilare per scongiurare l’assalto, dai prefetti ai magistrati, ha firmato il Patto per la trasparenza negli appalti. Il perché è sacrocosanto: «Non vogliamo che neanche un solo di quegli euro ingrassi persone che vivono nell’ombra e saccheggiano, da dentro o fuori, le amministrazioni pubbliche», è stato l’annuncio del presidente della Regione Francesco Pigliaru. Con la collaborazione di tutti è una guerra che «vogliamo vincere proprio in nome della trasparenza e della legalità», ha sottolineato l’assessore ai Lavori pubblici Paolo Maninchedda.
Lotta preventiva. In due ore di confronto, a Villa Devoto, la Regione ha presentato ai prefetti delle quattro Province, ai pubblici ministeri delle Procure di Sassari, Cagliari, Nuoro, Oristano, Tempio e Lanusei, e ai portavoce dei Comuni, l’Anci e il Consiglio delle autonomie locali, il suo piano d’azione. È la prima volta che lo fa nella lunga e complicata storia dell’Autonomia, ma era necessario e indispensabile farlo da subito. A breve, entro l’anno, saranno banditi gli appalti del Piano regionale per le infrastrutture, 550 milioni, e altrettanto faranno l’Anas con le strade, altri 537, e diversi enti regionali. Sono tanti soldi e per metterli al sicuro è «obbligatorio avere dalla nostra parte e sin dall’inizio i giusti meccanismi per controllare, monitorare, intercettare e sconfiggere all’origine qualunque eventuale tentativo di corruzione», ha detto con decisione il governatore.
Il Patto. La strategia contro il malaffare sarà in più mosse. A cominciare dalla firma della convenzione fra chi appalta e l’esecutore materiale dell’opera. «Di solito – ha spiegato l’assessore – lo svolgimento delle gare è troppo spesso cieco, mentre la procedura va resa semplice e trasparente». Solo i Comuni, gli enti e le imprese che sottoscriveranno il «Patto dell’integrità» avranno i finanziamenti. Di fatto, è l’impegno – ha detto il governatore – di «non assumere comportamenti scorretti», e, allo stesso tempo, «segnalare immediatamente pressioni di qualunque tipo e da chiunque arrivino».
Banca dati. Per stringere ancor di più le maglie dei controlli, ecco quale sarà la seconda mossa: mettere su una banca dati sempre aggiornata sul pianeta infinito degli appalti pubblici. Sarà a disposizione di prefetti, magistrati e sindaci; basterà scorrerla per scoprire se, ad esempio, un’impresa è troppo presente in questo o quel Comune, o se ci sono professionisti così onnipresenti da vincere sempre semmai con la complicità di qualche funzionario pubblico infedele. O ancora tutti saranno informati sulla tracciabilità: dagli importi ai tempi di esecuzione, da chi progetta fino al vincitore della gara. «Far circolare le informazioni, che semmai oggi abbiamo ma non condividiamo, restringerà l’azione brutale di chi vorrebbe insinuarsi nelle procedure per tornaconto personale», ha detto Pigliaru. L’alleanza proposta è piaciuta molto a magistrati, prefetti e sindaci presenti al vertice. Tutti hanno firmato l’impegno a diffondere la cultura della legalità, a collaborare e infine giurare: «Metteremo al bando i malfattori».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
