La Nuova Sardegna

Salmo, l’energia del rap per “graffiare” il mondo

di Dario Budroni

Il musicista domani sul palco alla Maddalena con una band tutta di Olbia Dal concerto insieme con Jovanotti al minitour estivo sulle piazze dell’isola

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OLBIA. Lo vedi che cammina disinvolto sulla passerella. Il pubblico alza le mani e lui, occhiali da sole e cappello in testa, prima lo incita e poi lo immortala dentro un selfie. Ma un conto è farlo dentro un locale e un conto è riuscirci sopra un palco montato sul prato di San Siro, oppure dello stadio Olimpico, davanti a decine di migliaia di persone che quasi non conoscono le tue canzoni. «Le prime volte è stato strano, ma poi mi ci sono abituato» racconta adesso lui, Salmo, 31 anni, il rapper olbiese che ha dato una bella sveglia alla musica italiana. Salmo, all’anagrafe Maurizio Pisciottu, è appena tornato in Sardegna dopo più di un mese passato sui palchi degli stadi italiani ad aprire i concerti del tour di Jovanotti. Tredici tappe per un totale di 500mila persone. Una coppia strana, comunque, quella formata dai Salmo e Jovanotti. Generazioni lontane, musica diversa, ma tanta stima reciproca. Il primo endorsement arrivò nel 2012 direttamente dal profilo Twitter di Lorenzo Cherubini, quando scrisse «C’è vita nella musica italiana», riferendosi all’album «Death Usb» che lanciò definitivamente la carriera del giovane rapper. La collaborazione è invece cominciata mesi fa quando Salmo curò la regia del videoclip «Sabato» di Jovanotti. Poi l’idea del cantautore toscano: far aprire i suoi concerti all’artista sardo. Salmo non ci ha pensato due volte. Ha accettato e ha voluto portare con sé una band composta da soli musicisti olbiesi: Claudio Cossu e Marco Azara alle chitarre, Gabriele Deiana alla batteria, Marco Manueddu al basso e Dj Slait alla consolle. Archiviato il tour di Jovanotti, Salmo adesso ha in programma una serie di date nell’isola. Domani sarà in piazza Umberto alla Maddalena, il 12 agosto all’Ambra Night di San Teodoro, in una serata in cui sarà presente anche Madh.

Salmo, cosa si prova quando si canta a San Siro?

«È uno stadio bellissimo, enorme, sembrava di stare nel film Il Gladiatore, nel bel mezzo dell’arena. Però dal punto di vista dell’acustica San Siro è pessimo, infatti diversi artisti preferiscono non esibirsi lì».

Il pubblico di Jovanotti è un po’ diverso da quello di Salmo.

«È diversissimo. Comunque ne ero consapevole, ero preparato a questo. Io prima ero abituato alla mia gente, a esibirmi davanti a un pubblico di 10mila persone massimo. Invece in questo tour ho cantato ogni volta davanti a un pubblico molto più numeroso e che spesso non conosceva le mie canzoni. Quindi ho dovuto inventarmi qualcosa di nuovo. Però è stata una bella prova, sono soddisfatto».

Ci sono delle differenze anche tra te e Jovanotti.

«Artisticamente siamo su due pianeti diversi, infatti non abbiamo mai fatto musica assieme. Ma questo non vuol dire che non si possa collaborare. Come spesso si dice, gli opposti si attraggono. Io avevo bisogno di imparare qualcosa da lui. E forse pure lui aveva bisogno di imparare qualcosa da uno più giovane. Comunque siamo diventati molto amici, è un grande».

Come mai una band tutta olbiese?

«Avrei potuto chiamare altri musicisti, anche molto affermati. Però io volevo un qualcosa che fosse soltanto olbiese. E quindi ho coinvolto loro. Sono ottimi musicisti e inoltre ci conosciamo da tantissimi anni, praticamente ho iniziato a fare musica con loro. Siamo molto affiatati».

Durante il tour con Jovanotti chi hai conosciuto?

«Negli stadi ho conosciuto un bel po’ di persone. Un’esperienza come questa ti dà una enorme esposizione mediatica. Al concerto di Bologna è venuto anche Gianni Morandi. Devo dire che l’ho rivalutato parecchio, da quando sta su Facebook. Potere di internet».

Nuovi lavori in uscita?

«Ora sono a Olbia, sono tornato dopo più di un mese, mi riposerò un po’. Però farò lo stesso qualche tappa nell’isola. Prima alla Maddalena, poi a San Teodoro. Più avanti a Sassari, il 4 settembre. Ho sempre qualche bozza da parte, vediamo un po’ cosa succederà».

E con Jovanotti come siete rimasti?

«Siamo rimasti bene. Forse più in là faremo qualcos’altro insieme».

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