Al largo boe con condotte sottomarine
Semplice il sistema usato negli Usa e in Israele da qualche anno: boe collegate a condotte sottomarine a 10 miglia dalle coste. Con rifornimenti assicurati da navi metaniere (foto). Oggi tra i grandi...
Semplice il sistema usato negli Usa e in Israele da qualche anno: boe collegate a condotte sottomarine a 10 miglia dalle coste. Con rifornimenti assicurati da navi metaniere (foto). Oggi tra i grandi gruppi imprenditoriali c’è chi propone di utilizzarlo anche per l’isola. I vantaggi sarebbero costituiti da due punti fondamentali. Niente più necessità di rigassificatori nelle aree industriali sarde, solo stazioni di pompaggio a terra. E poi un numero minimo di viaggi per le metaniere, che trasportano quantità impressionanti di Lng e secondo i tecnici che sposano questa soluzione sarebbero in grado di coprire il fabbisogno dell’intera Sardegna con un paio di soste all’anno: magari due al largo della costa nord e due a sud. Com’è ovvio, tutto dopo la predisposizione delle boe-serbatoio e la realizzazione delle tubature sottomarine per il trasporto del gas sino ai depositi lungo i litorali. Anche in questo caso, dunque, ci sono operatori pronti a trasformare in business questo tipo di progetto, che sarebbe alternativo ad altri. Ecco perché a Cagliari sono intenzionati a vagliare i pacchetti di proposte e la rosa dei progetti prospettati da tutti gli operatori di settore: ossia imprenditori e gruppi portatori spesso d’interessi opposti. «L’idea di fondo sarà quella di fare in modo che per l’isola, ora come in futuro, venga fatta la scelta più vantaggiosa dal punto di vista economico complessivo, vale a dire nell’interesse di tutti i sardi», spiegano comunque alla Regione. Ma è altrettanto chiaro che le prossime settimane, e i mesi ancora successivi, saranno determinanti per capire quali strategie alla fine prevarranno.
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