Allarme discoteche, i gestori sardi: ok al daspo e fuori gli under 18
Il Sindacato locali notturni chiede che venga impedito l’ingresso ai clienti pericolosi per la sicurezza. Il presidente Muresu: servono maggiori regole e il ritorno a un controllo più stretto delle questure
SASSARI. Sale da sballo. Il tempio del divertimento si sbriciola tirato giù da uno tsunami di polemiche. Troppo alcol, troppa droga, troppi giovanissimi disintegrati. Il diavolo ha le luci strobo. Le discoteche vengono demonizzate, i ragazzi morti in questi giorni accanto alla pista da ballo sono come benzina su un incendio mediatico che brucia fatturati e futuro di aziende del divertimento.
La protesta. I proprietari dei locali non accettano di passare come i gestori di gironi infernali in cui tutto è permesso. Fanno autocritica, ma passano anche al contrattacco e invocano la linea dura. Lanciano una piccola rivoluzione.
La proposta. Proposte forti, quasi un decalogo che faccia cambiare il destino delle discoteche. A presentare le richieste è il presidente del Sindacato locali notturni Piero Muresu. Una vita nel mondo delle discoteche, sua la Siesta di Alghero. Il sindacato ha idee chiare: divieto di ingresso per chi ha meno di 18 anni, Daspo per chi all'interno delle discoteche ha comportamenti pericolosi per gli altri e più potere per il personale addetto alla sicurezza. «In molti sono convinti che chi gestisce un locale non abbia interesse a tutelare i suoi clienti e l’immagine della sua discoteca – spiega Muresu –. Siamo imprenditori e siamo i primi a volere che le nostre aziende funzionino in modo corretto. E lavoriamo perché questo accada. Siamo anche disposti a perdere parte del guadagno a patto che esistano regole certe. Ecco perché presentiamo un pacchetto di proposte. Tra queste il divieto per i minori di entrare in discoteca la notte».
Ma Muresu ha anche altre proposte. «Facciamo serate analcoliche, riportiamo i giovani a ballare nel pomeriggio con serate che finiscano a mezzanotte – continua –. Vorrei anche che venisse dato più potere alla sicurezza. Oggi chi lavora alla security nei locali deve avere un patentino. Deve avere fatto un corso, saper fare non solo vigilanza, ma anche primo soccorso e prevenzione».
Più severità. «Sono convinto che quando la questura aveva maggiori poteri c’erano anche meno situazioni critiche – sottolinea Muresu –. Forse servirebbe un ritorno al passato. E di sicuro servirebbe una maggiore attenzione sul diverso ruolo dei locali. In troppi cercano di trasformare il proprio bar in una discoteca. Anche su questo aspetto occorre grande attenzione».
Scelta etica. Muresu fa autocritica. «Forse in questi anni potevamo fare di più – conclude –. Ma ora siamo pronti a fare una scelta etica. Siamo disposti anche a rinunciare ai clienti under 18 che la notte affollano le discoteche in nome di più controlli e di una maggiore attenzione. In queste settimane si è concentrata una cattiva immagine mediatica che è ingiusta e immeritata. Ora lavoreremo per cambiare questo stato delle cose. E partiamo da queste proposte forti che a nostro modo di vedere possono portare più sicurezza all’interno dei nostri locali».
@LucaRojch
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