La Nuova Sardegna

“Life after oil”, il futuro dell’energia

di Fabio Canessa
“Life after oil”, il futuro dell’energia

Vince la seconda edizione del festival di Martis “Pandora’s Promise” dell’americano Robert Stone

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MARTIS. Al di là della qualità cinematografica, sempre fondamentale, il valore di un documentario si misura anche sulla sua capacità di portare all’apertura di una discussione. Soprattutto quando si parla di lavori d’inchiesta che vanno a toccare temi di interesse pubblico. Film come quelli proiettati per il festival “Life after oil”, selezionati con cura dal direttore artistico (e regista) Massimiliano Mazzotta. La seconda edizione della manifestazione si è tenuta a Martis nei giorni scorsi. Molto soddisfatti gli organizzatori. Un successo dal punto di vista della qualità delle proposte, della partecipazione, dell’attenzione del pubblico che conferma la buona intuizione di creare un festival a tematica ambientalista e il lavoro portato avanti dal documentarista Mazzotta (autore di importanti inchieste come “Oil” sull'inquinamento nella zona di Sarroch legato alla raffineria Saras) insieme all’amministrazione e a tutta la comunità di Martis.

Un intero paese coinvolto nell’organizzazione e nell’ospitalità a visitatori e registi provenienti da tutto il mondo. Tanti sono arrivati in Sardegna per presentare il proprio film selezionato per il concorso. Sì, perché “Life after oil” non è una semplice rassegna, ma un vero festival, con una giuria e dei premi. Somme di denaro certo non altissime, ma comunque utili e d’incoraggiamento per il lavoro portato avanti da documentaristi che faticano a trovare produttori anche perché spesso con le loro inchieste vanno a scontrarsi con i poteri forti. A vincere il premio come miglior documentario (assegnato dalla giuria composta dal regista Paolo Pisanelli, dalla produttrice Serena Gramizzi e dall'inviato speciale della Rai Alberto Calvi) è stato Robert Stone. In “Pandora’s Promise” racconta la storia di alcuni ambientalisti che hanno cambiato radicalmente idea sull’energia nucleare: da fortemente contro a favore. Il regista (che nel 1988 con “Radio Bikini” aveva denunciato le armi nucleari, guadagnandosi anche la nomination all'Oscar) è stato premiato per la capacità di raccontare, sulla base di una accurata documentazione e con lo stile appassionante del reportage giornalistico, luci e ombre di un tema importante e controverso come quello dell’energia nucleare. Un tema scottante che fa discutere. A questo appunto servono i documentari d’inchiesta e festival particolari come “Life after oil”. A far pensare. A discutere senza pregiudizi, a sfidare anche posizioni di rigida ortodossia. Nella stessa categoria una menzione speciale è stata assegnata a “Luci a mare” di Fabian Volti e Stefania Muresu che racconta la storia dell’equipaggio di un peschereccio nel Mediterraneo. Per quanto riguarda i cortometraggi sono stati invece premiati, ex aequo, due lavori: “La vagabundo” di Emmanuel Moscoso, storia di solidarietà fra bambini in Argentina, e “Un passion d'or et de feu” di Sebastien Pins che evidenzia l’importanza delle api.

Novità di questa edizione è stata la presenza di una sezione dedicata all’animazione, con una giuria apposita formata dal pubblicitario Marco Corbani e dal regista Pete Bishop che hanno scelto di premiare “Bendito Machine IV - Fuel the Machine” di Jossie Malis. Altri riconoscimenti sono stati assegnati dall’associazione Medici per l'ambiente (presidente Vincenzo Migaleddu), a “Hijos de la tierra” di Axel O'Mill e Patxi Uriz, dalla sezione sassarese del Wwf, che ha voluto attribuire una menzione speciale a “Calakmul” di Ignacio Madrazo Pina, e dalla consulta giovanile di Martis, che ha scelto “My Forest” di Sebastien Pins. Infine è stato segnalato il corto sperimentale di Matilde De Feo, “Il mio corpo a maggio”.

Buona partecipazione di pubblico, oltre che alle proiezioni, anche ai numerosi eventi collaterali. Un location scouting a cura della Film Commission sul trenino verde Martis-Tempio e i workshop sulla terra cruda, sulla mobilità green” e sull'uso terapeutico e industriale della canapa.

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