Nullo l’accordo Cedi-Sigma ora un tavolo istituzionale
La soluzione sottoscritta da Cisl e Uil trasporti è stata bocciata dai lavoratori Il segretario della Filt Cgil Boeddu chiederà un incontro all’Ufficio del Lavoro
SASSARI. Tutto da rifare. L’accordo firmato la scorsa settimana al Cedi-Sigma e alla Mercurio da Fit Cisl e Uil trasporti non ha alcun valore: la vertenza per i 150 posti di lavoro minacciati dalla crisi in cui è precipitato il Centro di distribuzione di Codrongianos che fa capo a Rinaldo Carta continua. E la battaglia ora si fa più aspra.
Lo annuncia con un comunicato di fuoco il segretario regionale Filt Cgil Arnaldo Boeddu, che subito dopo Ferragosto chiederà un incontro in sede istituzionale con l’Ufficio Provinciale del Lavoro di Sassari e cercherà di unificare il tavolo di trattative con il settore amministrativo. «Tutti i lavoratori del Cedi Sigma - fa sapere Boeddu - ieri pomeriggio sono stati convocati dall’azienda per una riunione dalla quale sono stati volutamente esclusi i sindacati. Nelle tre riunioni tenute dagli stessi consulenti aziendali, una per gli amministrativi ed una rispettivamente per il personale operativo dipendente di ognuna delle due società che fanno capo al Cedi, ovvero i dipendenti della Mercurio e gli stessi dipendenti del Cedi - aggiunge il sindacalista della Cgil - sono state esposte ulteriori ipotesi di soluzione ma, in tutte e tre le riunioni, sono emerse tutte le perplessità che avevano portato la Filt Cgil a non sottoscrivere il verbale di accordo una settimana fa».
Un accordo che secondo Boeddu non dà alcuna garanzia sulla futura l'occupazione dei dipendenti. Lavoratori che si occupavano della movimentazione e preparazione delle merci per la catena di distribuzione Sigma, ex Sisa: 150 inquadrati nel contratto trasporti, altri 40 inquadrati nel commercio.
«Alla luce delle trattative in corso per l'ingresso di nuovi soci - avevano dichiarato i segretari della Fit Cisl, Giuliano Deliperi, e della Uil Trasporti, Giuseppe Ruiu - e per il prossimo rilancio della piattaforma si è ritenuto di evitare il licenziamento collettivo e di tenere in azienda tutto il personale». Rinaldo Carta ha infatti sempre dichiarato che avrebbe fatto di tutto per salvare l'azienda. L'escamotage trovato era quello di mettere «in aspettativa per un breve periodo tutto il personale in vista di una prossima, imminente ripresa dell’attività». Un’aspettativa non retribuita fino 9 settembre che secondo i due sindacati avrebbe consentito ai lavoratori di non uscire dall’azienda e mantenere i diritti acquisiti, pur rinunciando alla Naspi, l'ammortizzatore sociale nato dal Jobs Act e in vigore dal primo maggio del 2015 che viene percepito in caso di licenziamento. Contrario da subito il segretario della Filt Cgil Arnaldo Boeddu: «Cisl e Uil trasporti sono stati affrettati a chiudere l'accordo e mi stupisco che non abbiano tenuto conto delle trattative avviate dai segretari del settore commercio di Cisl e Uil, anche loro impegnati in questa vicenda, che si sono rifiutati di firmarlo. «Con la bocciatura dell’accordo sottoscritto dalle sole Cisl e Uil del settore dei trasporti - spiega Boeddu - i lavoratori non hanno pregiudicato alcuna soluzione al problema. Tutti i protagonisti e per prime le aziende - aggiunge - hanno invece la possibilità di utilizzare al meglio il tempo che rimane sino al termine della procedura, che la legge, salvo diverso accordo tra le parti, concede 75 giorni dall’avvio della procedura dei licenziamenti collettivi, per trovare la soluzione più idonea e scongiurare - conclude Boeddu - la perdita del posto di lavoro per oltre 190 madri e padri di famiglia».
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