Il ferito sta bene: «Mai avuto paura, tornerò in grotta»
Si temevano fratture ma ha riportato solo forti contusioni: «Ho sempre avuto fiducia. Che coraggio i miei colleghi»
NUORO. «Stavamo perlustrando un nuovo tratto della grotta, il passaggio che abbiamo denominato “Sa bufala”. Eravamo tranquilli, stavamo valutando alcuni elementi appena raccolti quando dalla parete si è staccato un grosso masso. Improvvisamente. Non ho fatto in tempo a spostarmi. Mi ha colpito prima il braccio destro e poi mi è scivolata sulla coscia. Un dolore lancinante».
Boboreddu Manca comincia così il racconto della brutta avventura all’interno della grotta di “Sa conca ’e locoli”. Brutta soltanto per chi ha vissuto con trepidazione tutta la vicenda dall’esterno, a cominciare dalla moglie dello speleologo nuorese, perché lui tiene sottolineare che non si è assolutamente spaventato e che non ha mai avuto dubbi sul fatto che sarebbe tornato sano e salvo in superficie.
Boboreddu racconta mentre è disteso su un letto del pronto soccorso dell’ospedale San Francesco, con una flebo infilata nel braccio sinistro. In attesa degli esiti delle ultime analisi e poco prima di tornare a casa. Visto che non ha nessuna frattura, ma soltanto una forte contusione con versamento sulla gamba destra all’altezza del femore.
È sereno, anche se dolorante. E prima di continuare il racconto si affretta a sottolineare che «sì tornerò in grotta. Certo che tornerò. È la mia vita. Una grande passione. Faccio speleologia da oltre 30 anni e continuerò a scendere sotto terra».
«Dopo la caduta del masso e il dolore iniziale – ha ripreso a raccontare Boboreddu Manca, mentre la dottoressa di turno gli stava preparando il foglio di dimissione dall’ospedale – sono riuscito a rialzarmi e insieme agli amici abbiamo deciso di tornare indietro. Ho superato un primo passaggio, sono sceso ancora e poi... Non ce l’ho fatta più. Ed è cominciato tutto quello che voi avete raccontato in questi giorni. Ringrazio tutti quelli che si sono mobilitati per aiutarmi – ha continuato l’esperto speleologo nuorese –. Mi hanno salvato la vita, permettendomi di tornare a rivedere le stelle. È stata una sensazione strana. Quand’ero laggiù nel cunicolo non ho mai dubitato sul fatto che sarei tornato a casa. Ho potuto constatare la preparazione dei ragazzi dello Speleoclub Nuoro e, soprattutto, il loro grande cuore. Non mi hanno mai lasciato solo. Strano invece il viaggio di ritorno sulla barella. Una sensazione stranissima, immobile. Un altro modo di percorrere i cunicoli della grotta che però avrei volentieri evitato. Conosco bene quella grotta, ora l’ho vista in un altro modo».
Boboreddu Manca è rimasto in ospedale per tutta la mattina. Decine di persone hanno voluto parlare con lui e sincerarsi delle sue condizioni di salute. Dopo la grande paura, lo speleologo aveva un sorriso per tutti e a tutti quelli che gli auguravano la classica “la prossima fra 100 anni” lui rispondeva che comunque non cambierà le sue abitudini. «Appena starò meglio tornerò in grotta. Dobbiamo trovare il collegamento con un’altra cavità del Montalbo. Siamo certi che c’è e ci stiamo lavorando – ha spiegato sorridente, cercando così di dimenticare i quasi due giorni trascorsi sotto terra – . È stata una fatalità, un incidente. Non abbiamo sbagliato nulla. Sottolineo comunque la grandezza dei soccorritori del Soccorso alpino, che hanno confermato quel che tutti sanno. Ma ringrazio tutti indistintamente: dagli amici speleologi che mi sono stati vicini, ai vigili del fuoco, a i carabinieri e quanti si sono preoccupati per me». (plp)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
