«Buona scuola», prime chiamate per gli insegnanti sardi. Annunciate nuove proteste
Sono 1.747 i docenti isolani che hanno inviato on line le domande di assunzione. Ma il comitato «Valigie del 10 agosto» annuncia iniziative per fare pressione su Regione e governo. L'obiettivo: evitare chiamate in istituti fuori dalla Sardegna
Potrebbero arrivare già da oggi, lunedì 17, le prime chiamate per i 1.747 docenti sardi che entro la scadenza del 14 agosto hanno inviato le domande on line per le assunzioni previste dal programma del governo «La buona scuola».
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E gli insegnanti, riuniti nel comitato delle «Valigie del 10 agosto» sono già pronti a nuove iniziative di protesta, anche eclatanti, con nuovi flash mob, per premere sulla Regione e il ministero con l’intento di evitare le chiamate in istituti fuori dell’isola.
In tutta Italia, complessivamente, le domande inoltrate sono state 71.643 (su 100mila aventi diritto). Non sono stati forniti ufficialmente i dati degli aventi diritto in Sardegna, ma nelle settimane scorse gli addetti ai lavori parlavano di una cifra tra i tremila e i quattromila insegnanti.
Molti docenti hanno scelto di non presentare la domanda per paura di ottenere una cattedra lontano dalla Sardegna, preferendo rimanere nelle graduatorie ad esaurimento che danno diritto ad essere ancora chiamati per le supplenze, ma con la rinuncia all’assunzione.
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Nei giorni scorsi, dopo le manifestazioni di protesta e la lettera inviata dell’assessore alla Pubblica istruzione Claudia Firino al ministro dell’Istruzione Stefania Giannini con la richiesta di un incontro per cercare una soluzione, lo stesso ministro ha telefonato al presidente della Regione Francesco Pigliaru.
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«Abbiamo parlato a lungo di insularità come fattore di svantaggio, problema che il ministro ha riconosciuto», ha spiegato il governatore sardo dopo il colloquio: «Abbiamo concordato che a breve ragioneremo insieme su quali misure possano essere adottate per mitigare tale svantaggio. Nel complesso resta il fatto che riteniamo che gli attuali calcoli del fabbisogno dei docenti nelle varie regioni debbano tenere conto in modo importante non solo del numero degli alunni ma soprattutto della qualità del servizio che si va ad erogare, con investimenti addizionali dove esistono i problemi più gravi, cioè alta dispersione e basso apprendimento».
Il ministero, come riferito dalla Regione, ha anche inviato all’amministrazione un documento che conferma i numeri comunicati dall’Ufficio scolastico regionale, secondo il quale i tre quarti delle 1.039 cattedre disponibili e vacanti sul territorio regionale saranno coperti da insegnanti sardi (a fronte di un numero di stabilizzazioni medio annuo che fino ad oggi è stato di circa 300 posti).
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