La Nuova Sardegna

Tessili, perplessità sull’accordo

di Tito Giuseppe Tola

Sindacati dubbiosi sulle risorse destinate ai lavoratori della provincia di Nuoro

2 MINUTI DI LETTURA





NUORO. L’accordo per dare risposta all’emergenza dei lavoratori tessili della provincia di Nuoro che hanno perso o stanno per perdere gli ammortizzatori sociali c’è e ci sono anche le risorse per attuarlo, ma non mancano dubbi e perplessità che il sindacato non nasconde. Firmato prima di Ferragosto, il documento è stato definito in dettaglio nei giorni successivi. I dubbi riguardano soprattutto l’ammontare delle risorse destinate ai lavoratori che si cercherà di sistemare con il programma Flexicurity, un tirocinio formativo di sei mesi finalizzato all’assunzione (che non è comunque certa) presso aziende hanno aderito alla proposta della Regione. Per la durata del tirocinio i lavoratori percepiranno 600 euro lordi al mese, che tassati al 20% si ridurrebbero a 480 euro. «Hanno aderito anche aziende di Olbia, comunque lontane dal luogo di residenza dei lavoratori – dice Jose Mattana, segretario dei tessili Cgil, – con quei soldi non riuscirebbero a pagarsi neppure la benzina per raggiungere il posto di lavoro. Se ci fossero certezze sulle prospettive di assunzione, nessuno esiterebbe ad accettare, ma in questo caso dovrebbero spendere anche più ci ciò che percepiscono senza avere in mano niente di sicuro. Ho paura che sarà un flop».

In linea di massima l’accordo è valutato in modo positivo, ma non mancano i dubbi. Anche Katy Contini, segretaria dei tessili Cisl, nutre qualche perplessità. «È positiva la linea di intervento messa in piedi dalla Presidenza della Regione – dice –, quello per i tessili è un progetto pilota che necessita di aggiustamenti. È una novità frutto delle lotte portate avanti lo scorso inverno. Mi preoccupa che ci siano poche risorse in campo, a partire dalla quelle per il progetto Flexicurity».

I sindacati valutano positivamente le misure di politica attiva del lavoro inserite nell’accordo. Altre sono in corso di elaborazione e saranno monitorate nel corso di incontri periodici del tavolo di regia, del quale fanno parte anche le organizzazioni sindacali, che si riunirà con cadenza mensile. Il 10 settembre, intanto, sarà pubblicato il bando del programma Welfare to Work rivolto ai lavoratori usciti dalla mobilità ordinaria. Le aziende del Nuorese che hanno manifestato disponibilità ad aderire al programma assumerebbero 87 persone. Il meccanismo è quello della “dote” che la Regione assegna ai lavoratori e che sarà pagata alle aziende che li assumono. Alle politiche attive faranno da cuscinetto le misure tampone, che consistono prevalentemente nei cantieri verdi attraverso i quali saranno impiegati i lavoratori che hanno perduto o che stanno per perdere gli ammortizzatori sociali. Con l’accordo sono stati individuati sia quelli che saranno ammessi a beneficiare delle misure di politica attiva che di quelle passive, tra le quali rientrano i cantieri verdi, che saranno attivati solo qualora le prime non abbiano sortito gli effetti sperati.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative