Schianto dell’elicottero ci sono due inchieste
La procura di Lanusei e l’agenzia per la sicurezza del volo indagano sull’episodio Gravi ma stabili le condizioni del pilota, operato per 4 ore alla colonna vertebrale
ARZANA. A “Orgiola Onniga” ieri sono arrivati gli uomini del nucleo investigativo dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo. Un sopralluogo necessario per ricostruire la dinamica e accertare le cause dell’incidente all’Ecureuil B3 in dotazione al Corpo forestale e di vigilanza ambientale, precipitato nelle campagne di Arzana durante le operazioni di spegnimento di un incendio. Il team investigativo ha raggiunto l’elicottero messo sotto sequestro dall’autorità giudiziaria e presidiato per tutta la notte dagli agenti del Corpo forestale, esaminando ciò che resta del velivolo dopo l’atterraggio di emergenza su un crinale, alle pendici del monte Idolo. Una tragedia sfiorata per il pilota Tommaso Miola e il tecnico Cristian Ligas, sulla quale ha aperto un’inchiesta, oltre all’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo, anche la procura di Lanusei. A rendere ingovernabile l’elicottero, precipitato al suolo dopo essersi avvitato più volte, potrebbe essere stato l’impatto del cestello (che aveva appena sganciato la bomba d’acqua) contro il rotore di coda, ma anche un vuoto d’aria provocato dal vento che avrebbe sbilanciato il mezzo antincendio. Saranno i tecnici dell’Ansv a fare chiarezza su quanto accaduto.
Intanto sono stazionarie le condizioni del pilota veneto, il più grave tra i due occupanti del “Victor Delta”. Tommaso Miola (35 anni, originario di Agordo) è ricoverato in Neurochirurgia all’ospedale San Francesco di Nuoro, dov’è stato sottoposto a un delicato e lungo intervento chirurgico: quattro ore circa sotto i ferri per la decompressione e la stabilizzazione della colonna vertebrale. Bisognerà attendere qualche giorno per capire se la lesione alla colonna potrà avere ripercussioni sulla deambulazione del pilota. Ieri il giovane è stato raggiunto in ospedale dai suoi familiari. Meglio è andata al suo compagno di volo, Cristian Ligas (37 anni) di Cardedu, ancora ricoverato all’ospedale di Lanusei. Il giovane se l’è cavata con lievi ferite. Poche ore dopo il ricovero, i due si erano sentiti per telefono. «Io sto bene, ora pensa a te», aveva detto Cristian, rassicurando il pilota.
Le condizioni di Tommaso Miola erano apparse subito più gravi. «Si lamentava per le gambe», racconta Alessio Teddoni, della cooperativa sociale Arbator Emergency di Girasole, tra i primi soccorritori. Percorreva in auto la strada Tortolì-Arzana quando ha notato in lontananza un elicottero messo di sbieco. «Mi sono subito avvicinato e insieme a mio cognato, vigile del fuoco, abbiamo prestato i primi soccorsi, mentre allertavamo il 118».
Un messaggio di solidarietà è arrivato alla Regione dal capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, che ha rinnovato «la stima e l’apprezzamento per il lavoro svolto dagli uomini e dalle donne della protezione civile, che ogni giorno rischiano la vita nel proprio lavoro».
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