Telecamere all’ingresso delle città per arginare l’emergenza rapine
Il centro pilota sarà Olbia in cui vivono oltre 30mila residenti fantasma di cui non si sa nulla Verranno intensificati i controlli delle forze dell’ordine, anche attraverso pattuglie in borghese
OLBIA. Le telecamere di sorveglianza agli ingressi della città. Sarà questo il primo passo verso il controllo fisico di un agglomerato urbano, quello di Olbia, dove a fronte dei 47 mila abitanti ufficiali convivono, oscurati dal perfetto anonimato e integrati nelle 72 etnie di provenienza, ben 30 mila persone. Nel vertice per la sicurezza che ieri l’altro è stato presieduto, a Olbia, del questore di Sassari Pasquale Errico è stato affrontato, oltre all’emergenza contingente dovuta a due rapine ai danni di anziane signore che vivono da sole, e allo stillicidio di furti messi a segno ai danni di esercenti, negozianti e piccoli imprenditori, il problema che da sempre attanaglia la città gallurese, ovvero l’altissimo numero di presenze delle quali, giocoforza, si conosce poco o nulla. Un fattore umano, questo che acuisce la «percezione di insicurezza» da parte della cittadinanza mentre, ha spiegato il questore Pasquale Errico «il numero dei reati contro il patrimonio registrato quest’annno è notevolmente diminuito rispetto gli anni scorsi. Resta, alla forze dell’ordine, il compito di vigilare e ampliare il loro impegno per far si che la popolazione possa operare in tutta tranquillità». Tranquillità che però si perde quando quasi ogni notte viene messa a fuoco un’auto o un esercizio commerciale per motivazioni che – escluso tassativamente il racket che tutti sostengono non abbia mai preso piede in città – restano sempre più misteriose. Un regolamento di conti continuo sul quale il capo della polizia ha comunque deciso di mettere un argine con un piano di intervento che prevede l’impiego di tutte le forze in capo, dagli uomini della polizia di stato ai carabinieri, la guardia di finanza e il coinvolgimento, nelle operazioni di pubblica sicurezza, della polizia locale, che agirà, sin dalle prossime ore, a stretto contatto con le altre forze di polizia. Il piano di intervento per il controllo capillare del territorio è stato approvato e verrà messo in atto suddividendo la città in zone operative nelle quali, a turno, agiranno agenti della polizia, vigili urbani, carabinieri e gli uomini della guardia di finanza.
Ma il punto focale, per il capo della polizia, resta la prevenzione di ogni attività criminale attuabile, in prima istanza, attraverso una fitta rete di telesorveglianza che monitorizzi gli ingressi principali della città, i suoi punti nevralgici, le zone di più diffusa microcriminalità. Come ad esempio il centro storico, aree dove lo spaccio di droga è una delle costanti quotidiane. Un suggerimento che è stato accolto di buon grado dal sindaco Gianni Giovannelli, che metterà all’ordine del giorno l’argomento nella prossima riunione del consiglio comunale. Sin dai prossimi giorni la città di Olbia sarà dunque “presidiata” da pattuglie di agenti e militari, in divisa e in borghese, che avranno il compito di vigilare, nell’arco dell’intera giornata, sulle attività commerciali, garantendo la necessaria tranquillità a quanti abitano anche nei quartieri di periferia.
La collaborazione fattiva della popolazione, in questo impegno quotidiano delle forze del’ordine, è una delle richieste che è stata avanzata dal questore.
Nel frattempo le indagini per individuare i responsabili delle due rapine (si tratta di tre individui nel primo caso, quello della anziana di 89 anni alla quale sono stati sottratti i risparmi, 5 mila euro, e di due giovani dall’accento sardo nel secondo caso, che ha visto come vittima una gallerista di 74 anni residente a Lido del sole, alla quale sono state rubate una ventina di tele d’autore) proseguono incessantemente.
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