La Nuova Sardegna

L’integrazione attraverso il calcio

di Gavino Masia
L’integrazione attraverso il calcio

A Porto Torres nasce una squadra di profughi: giocherà in Seconda categoria

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PORTO TORRES. Migranti che partono e altri che arrivano nell’ex casa famiglia del quartiere di Serra Li Pozzi: nella notte tra lunedì e martedì, infatti, cinquanta profughi del Marocco e Sudan sono stati sistemati nella struttura che prima ospitava migranti eritrei. Sono stati collocati in camere quadruple climatizzate, provviste di servizi igienici, con terrazza a vista panoramica. Dopo l’arrivo a Cagliari dalla Sicilia, sono stati trasferiti a Porto Torres assieme ad altri trentacinque migranti marocchini, sudanesi e nigeriani che invece hanno preso posto nell’ex struttura di Li Lioni poco lontano dalla zona archeologica di Su Crocifissu Mannu. Sono presenti da tempo, nell’ex struttura turistica Stella del Mediterraneo, una coppia nigeriana, otto donne e sette ragazzi: l’integrazione tra gli ospiti prosegue anche attraverso la pratica dello sport, nella fattispecie il calcio, e a quanto pare il loro tutor ha deciso di iscrivere una squadra composta da migranti al prossimo campionato di Seconda categoria. Per gli allenamenti si utilizzerà il campo di Caniga, frazione alle porte di Sassari, ma nel frattempo lo stesso tutor ha inoltrato una richiesta all’amministrazione comunale per mettere a posto il campetto di Serra Li Pozzi e poter far così giocare tutti i migranti che si trovano nelle strutture portotorresi. Nella struttura il pranzo è previsto alle 13, la cena alle 20 e nella sala c’è una televisione a disposizione. Il quartiere di Serra Li Pozzi ha mostrato tolleranza sin dal primo arrivo di migranti eritrei, chiedendo solo rispetto reciproco e silenzio nelle ore notturne.

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