Nuovo ribaltone, i quattro restano fuori
Il Consiglio di Stato conferma l’esclusione di Arbau, Sale, Azara e Fenu. A dicembre il verdetto della Cassazione
SASSARI. Di nuovo fuori, in un valzer di poltrone che non è ancora finito. Il Consiglio di Stato non smentisce se stesso e conferma l’esclusione dal consiglio regionale di Efisio Arbau, Michele Azara, Gavino Sale e Modesto Fenu, i primi tre esponenti della maggioranza, il quarto all’opposizione. La sentenza riapre le porte di via Roma ai ricorrenti Pierfranco Zanchetta e Antonio Gaia, entrambi dell’Upc, a Gianfranco Congiu del Partito dei Sardi e anche a Gianni Lampis, Fratelli d’Italia, indicato dalla giunta delle elezioni come quarto consigliere mancante. Il Consiglio di Stato, nel ribadire il verdetto emesso il 21 luglio, di fatto approva la scelta e dice che il consiglio regionale può riprendere la piena operatività. Anche se il quadro sarà chiaro soltanto a dicembre, in seguito al pronunciamento, questa volta definitivo, della Corte di Cassazione. Per ora la certezza è che il Sassarese, che il 16 febbraio del 2014 aveva fatto il pieno di consiglieri, ne perde due (Sale e Azara) mentre la Gallura, a Cagliari sinora rappresentata solo da due, conquista il terzo, il maddalenino Zanchetta.
La storia. Il 21 luglio scorso, accogliendo il ricorso, il Consiglio di Stato aveva dichiarato decaduti i quattro consiglieri. Il motivo: i seggi erano stati attribuiti erroneamente in base al sistema dei resti che però non teneva conto di un fattore molto importante, a detta dei giudici, il mancato raggiungimento dei quozienti da parte dei rispettivi partiti (La Base per Arbau, Idv per Azara, Irs per Sale e Movimento Zona Franca per Modesto Fenu). Tre dei quattro seggi spetterebbero ai tre ricorrenti Zanchetta, Gaia e Congiu. Il quarto sarebbe stato assegnato a Gianni Lampis qualche giorno dalla giunta delle elezioni, riunita più volte per esaminare la delicata situazione e uscire dall’empasse di un consiglio regionale monco. I quattro consiglieri erano stato dichiarati ufficialmente decaduti e l’aula era pronta ad accogliere i nuovi ingressi quando c’era stato il secondo colpo di scena. L’estromissione era infatti stata sospesa da un decreto presidenziale dello stesso Consiglio di stato che il 31 luglio aveva accolto la richiesta di sospensiva e concesso ai quattro di restare al loro posto in attesa della decisione della Cassazione, ai cui hanno già presentato ricorso. Le norme prevedono però che la sospensiva presidenziale venga successivamente valutata da un collegio: da qui l’ultima sentenza, che riporta la situazione indietro al 21 luglio.
E ora? I quattro nuovi hanno il via libera ma la partita non è chiusa. Gli esclusi hanno già presentato ricorso in Cassazione e valutano anche la presentazione di un’istanza di revocazione della prima sentenza, giudicata illegittima perché basata su calcoli sbagliati. Nel frattempo, resta in piedi il ricorso in Cassazione presentato dall’Ufficio di presidenza. Martedì si riunirà la conferenza dei capigruppo per stabilire il calendario dei lavori, l’obiettivo è fare ripartire subito i lavori, riprendendo tutte le questioni messe in stand-by.
Le reazioni. «Il Consiglio di Stato ha deciso che devo stare fuori dal Consiglio in attesa del giudizio in Cassazione. Valuteremo con gli avvocati le motivazioni e poi decideremo se mettere in campo qualche altra azione giudiziaria a tutela degli interessi del movimento La Base». Queste le parole di Efisio Arbau, ormai ex capogruppo di Sardegna Vera. «Non ce lo aspettavamo – aggiunge Michele Azara, eletto con l’Idv e poi passato alla Base – È una decisione molto anomala». «Il Consiglio di Stato calpesta la volontà e la libertà del popolo sardo perché manda in Consiglio regionale persone che non avrebbero dovuto esserci», è la dura reazione da parte di Modesto Fenu. Non commenta, invece, l’indipendentista dell’Irs Gavino Sale. Gongola naturalmente il segretario nazionale dell’Upc Antonio Satta: «L'Upc convinta sin dall'inizio di avere diritto a una più cospicua e legittima rappresentanza in Consiglio Regionale, rafforza oggi la propria presenza e sosterrà, con coerenza e lealtà, così come ha fatto finora, il presidente Pigliaru e la maggioranza di centrosinistra».
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