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la disciplina sportiva

Un centinaio gli appassionati nell’isola

Dall’inviato

L’istruttore: non è obbligatorio essere giovani, tra noi anche un anziano di 84 anni

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SASSARI. Sono circa un centinaio gli appassionati sardi di volo libero con il parapendio o con il deltaplano. Hanno numerosi punti di ritrovo, dalle montagne di Villanova Monteleone che danno sulla costa di Poglina alle alture del sud Sardegna. Nell’isola esistono due scuole grazie alle quali è possibile ottenere il brevetto di volo, una a Sassari e una Cagliari. Maoddi l’aveva ottenuto circa sei anni fa proprio a Sassari. Era conosciuto nell’ambiente, anche se preferibilmente praticava il suo sport preferito nelle montagne della Barbagia Mandrolisai e lo faceva in modo solitario. Cosa può essergli accaduto? Probabilmente una turbolenza improvvisa che ha reso difficile approfittare delle “termiche”, come vengono chiamate da chi pratica questo sport le correnti ascensionali che sollevano letteralmente il parapendio, dando vita al decollo.

Pasquale Maoddi era in forma fisicamente ma era pur sempre un uomo di 65 anni. L’età avanzata può essere in qualche modo una della cause della tragedia? «Non credo proprio – dice Roberto Loru, della scuola di volo libero del nord Sardegna –. Tra i nostri associati abbiamo avuto, sino a poco tempo fa, un uomo di 84 anni. Non è obbligatorio essere giovani per praticare il parapendio, né avere particolari doti fisiche. Certo, serve una preparazione adeguata e soprattutto bisogna aver conseguito il brevetto, al quale si arrivi con corsi che durano dai 4 mesi sino a un anno, durante i quali si imparano le basi del volo libero con lezioni teoriche e pratiche».

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