La Nuova Sardegna

La rapina spezza la Sardegna in due

di Tito Giuseppe Tola

Moltissimi gli automobilisti rimasti intrappolati per ore nel maxi ingorgo

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BONORVA. Chi ci è riuscito ha ripercorso contromano e in retromarcia il tratto della 131 fino all’uscita su stradine parallele che consentivano di allontanarsi, ma chi si è trovato più avanti è rimasto imbottigliato sulla ss 131 interrotta al chilometro 156 dai mezzi coinvolti nella rapina al furgone portavalori della Vigilpol. La strada è stata sbloccata soltanto quando, dopo mezzogiorno, la polizia scientifica ha completato i rilievi e i mezzi che bloccavano la corsia di marcia in direzione di Cagliari sono stati rimossi.

La cronaca di una mattinata con la 131 bloccata è fatta di storie ed episodi diversi. Non è la prima volta che accade che la Sardegna venga divisa dalla strada che si blocca a causa della neve o del ghiaccio o per qualche grave incidente, come non è la prima volta che a bloccarla sia una rapina. Il 4 dicembre del 2004, poco dopo le 13,30 un furgone portavalori della Mondialpol venne fermato (nello stesso punto del chilometro 156, ma sul lato opposto della strada in direzione di Sassari) da un camioncino che lo precedeva e assaltato da quattro malviventi armati di fucili. Magro il bottino: 31 mila euro resi inservibili dal sistema che macchia le banconote quando si tenta di forzare la valigetta antirapina che le contiene. Come è accaduto ieri mattina, anche allora il traffico rimase bloccato a lungo con decine di camionisti sull’orlo di una crisi di nervi, ma con la differenza che a dicembre non c’erano trenta gradi sotto il sole.

Se nella direzione Sassari-Cagliari la strada era del tutto bloccata, non si viaggiava meglio nella direzione opposta dove, all’altezza della cantoniera Anas di Campeda, c’era il fuori strada bruciato lasciato dai rapinatori che strozzava la carreggiata. I camion passavano con difficoltà e la coda dei mezzi rallentati si allungava oltre il bivio per Macomer.

Ulteriori rallentamenti all’altezza del chilometri 156, ma per immortalare la scena. Rari gli automobilisti che non abbiano abbassato il finestrino per scattare una foto col cellulare. Quando è passato un pullman di turisti, che all’apparenza dovevano essere stranieri, si sono fiondati tutti ai finestrini del lato sinistro per fotografare: souvenir di Sardegna.

Nella direzione opposta di marcia il traffico diretto verso Cagliari è stato deviato all’altezza del bivio di Bonorva verso Pozzomaggiore con rientro sulla ss 131 al chilometro 148 (svincolo nord di Macomer). Il percorso alternativo non è stato facile né agevole, anche perché si snodava su strade provinciali anguste che non sono in grado di reggere la mole del traffico deviato dalla 131. All’ingresso di Pozzomaggiore si devia sulla strada interprovinciale che si raccorda alla 129 bis Macomer-Bosa all’altezza dell’altopiano di Bara, venti chilometri di strada in buono stato, ma tortuosa e stretta. Per gli autisti di due camion che si incrociavano, soprattutto se in curva, era un’impresa farlo senza sfiorarsi. Anche percorrere il tratto della Macomer-Bosa non era facile. I camion più grandi avevano difficoltà a passare sotto i ponti ferroviari. Tra le 10 e le 11 la strada si è bloccata e i mezzi sono rimasti fermi per quasi mezz’ora per un camion di traverso sulla carreggiata. Per arrivare dal bivio di Pozzomaggiore a Macomer molti hanno impiegato più di un’ora. A bordo dei mezzi deviati c’era gente che doveva raggiungere Cagliari per il disbrigo di affari urgenti o chi dai paesi del Meilogu doveva arrivare a Macomer per una visita nel poliambulatorio del distretto sanitario. Un pensionato attorno ai 70 anni ha raccontato che avrebbe dovuto essere prima delle 9 a Macomer per sottoporsi a dialisi, ma alle 10,30 era bloccato con la sua autovettura sulla Macomer-Bosa a pochi chilometri dal poliambulatorio. Molti stavano andando al lavoro.

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