La Nuova Sardegna

«Dietro ognuno di noi una storia migrante»

di Daniela Paba
«Dietro ognuno di noi una storia migrante»

Cagliari, ieri a Marina Cafè Noir incontri sui temi di attualità

3 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. Nel giorno dell'arrivo in porto della “Siem Pilot” con a bordo 781 migranti soccorsi e sei cadaveri, Marina Café Noir ha focalizzato la sua attenzione sulle migrazioni. Con Andrea Staid, Francesco Bachis e Mariya Stepanyuk, il festival di letterature applicate ha destrutturato l'argomento provando a raccontare la quotidianità dei migranti nelle città.

Andrea Staid, storico e antropologo milanese che vive tra i migranti, ha definito “nuovi schiavi” coloro che lavorano per 25 euro al giorno senza alcun diritto: «Se ti spezzi una gamba in un cantiere non hai riconosciuta la malattia ma neppure puoi lavorare. Non esisti. E questo vale a Rosarno come nei cantieri edili dell'Expo. Le leggi della “Fortezza Europa” creano schiavitù, perché senza permesso di soggiorno sei relegato ai margini». Nei rapporti di dominio è utile dividere e classificare perciò, ha spiegato Bachis, ci siamo abituati a ragionare in termini di regolare/clandestino, moderato/estremista, profughi/migranti economici. «Ma ciascuno di noi è risultato di un incontro – ha replicato Staid – il mio nome è gaelico ma sono di Civitavecchia; la lingua, il cibo sono frutto d'incontri. Marcelo, migrante argentino, diceva “Attenti a fare differenze: se sei precario e ti rompi un braccio non hai malattia e hai smesso di lavorare”. La verità è che siamo umani, differenti per cultura ma uguali per diritti».

«Dicono che ai rifugiati si danno trenta euro al giorno, ma quelli vanno alle Onlus che offrono servizi, ai migranti arrivano due euro al giorno per le sigarette. La gente veniva, viene, continuerà a venire – ha detto la mediatrice ucraina Mariya Stepanyuk – bisogna pensare noi a come accoglierli, loro ad aiutare se stessi».

I dannati delle metropoli alimentano la microcriminalità: «Ma pensate voi – ha concluso Staid – un uomo che arriva dallo Sri Lanka a piedi, viene portato nei vecchi CTP, riceve un foglio di via, sa che non avrà mai un permesso di soggiorno. Cosa dovrebbe fare? La legge ti porta a un bivio. Possiamo dissentire da un punto di vista etico, ma in un'ottica razionale il ragionamento è economico. Eppure la maggior parte dei migranti non delinquono».

Per l'Europa xenofoba i migranti sono sporchi, costano, rubano donne e lavoro. Geller Tamas, giornalista e documentarista svedese, autore del romanzo- verità “L'Uomo laser”, ha spiegato la storia di John Ausonius, serial killer che nella Svezia del welfare ha ucciso undici migranti. Tamas ha raccontato che «Ausonius prima sparava di notte, poi in pieno giorno, per cui tutti quelli coi capelli scuri avevano paura. Quando la polizia lo ha arrestato ha scoperto che non era svedese, aveva capelli tinti e lenti colorate, ma era un tedesco di sembianze mediorientali. Ausonius è cresciuto in una società in cui veniva chiamato “negro” e sottoposto a bullismo. Il suo obiettivo era diventare un vero svedese. Quando in Svezia cominciano le prime manifestazioni xenofobe ha attribuito i suoi personali insuccessi al fatto che ci fossero troppi stranieri. Il passo finale per diventare uno di noi è stato di spararli. Un suicidio simbolico. Ma è solo passato dal dire al fare». La Svezia che non ha mai avuto un partito di destra è diventata xenofoba quando dalla Bosnia sono arrivati centomila profughi di guerra: «Ausonius, diventa lo specchio nero della società svedese, la realtà cambia col cambiare delle società. Ausonius ripete le cose che dicono tutti e, sebbene in carcere, si rammarica di aver mancato dei bersagli. Nessuna empatia con le vittime, era convinto di avere il 40% dei consensi tra la popolazione. Tra le sue vittime un ricercatore cileno finisce in coma e quando ne esce si rende conto di essere solo “un immigrato”. Questo è il razzismo: convincere la vittima a sentirsi colpevole».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative