Oggi la corsa degli scalzi per San Salvatore
Appuntamento all’alba per gli uomini di San Salvatore. Oggi è il giorno degli scalzi che, di corsa e forza di braccia, trasporteranno il simulacro del Santo Salvatore da Cabras all’omonimo villaggio...
Appuntamento all’alba per gli uomini di San Salvatore. Oggi è il giorno degli scalzi che, di corsa e forza di braccia, trasporteranno il simulacro del Santo Salvatore da Cabras all’omonimo villaggio immerso nelle campagne del Sinis. Sette chilometri di corsa, tra asfalto e sterrato, per una processione unica che colorerà i sentieri campestri del bianco del saio indossato da “is curridoris”. La corsa non sarà semplice, alcuni tratti d’asfalto sono consumati e avranno l’effetto della grattugia sui piedi degli scalzi. Anche il tratto su sterrato nasconde parecchie inside. Pietre, rovi e il fango che potrebbe formarsi dopo le piogge di ieri saranno i nemici da tenere sotto controllo durante l’avvicendamento delle “mudasa”, i terzetti di corridori che a turno sorreggeranno la portantina che custodisce il Salvatore. Un passaggio di mano in mano che inizia subito, e proprio la partenza, al pari dell’arrivo a San Salvatore, è tra i momenti più toccanti della processione. La corsa degli scalzi è il culmine di una giornata di festa che inizierà alle sei e trenta del mattino, sugli scalini della chiesa di Santa Maria Assunta, e durerà per tutta la notte.
Il centro dei festeggiamenti sarà la chiesetta che custodirà il simulacro fino a domani sera, quando gli scalzi compieranno il percorso inverso per sciogliere il voto fatto al Santo e per rinnovare una tradizione antica vecchia di seicento anni. La processione di San Salvatore, infatti, dovrebbe la sua origine a un fatto del quindicesimo secolo, quando i pirati saraceni saccheggiavano l’Isola e quando un gruppo di giovani cabraresi li avrebbe sfidati pur di recuperare il simulacro del Santo dal villaggio. (c.z.)
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