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Scuola: la Regione salva la legge

Scuola: la Regione salva la legge

La giunta ha deciso di non impugnare il provvedimento del governo

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CAGLIARI. È quasi ufficiale: la Regione non impugnerà, davanti alla Corte costituzionale, la legge sulla “buona scuola” di Renzi. La scadenza è fra pochi giorni, entro la fine di questa settimana, ma pare che la giunta Pigliaru non abbia intenzione di rivendicare la «specificità della Sardegna nell’assunzione dei docenti». Lo si è capito da quanto è accaduto in aula nel momento in cui l’opposizione ha presentato un’ordine del giorno che invece «impegnava la Regione a ricorrere contro la ripartizione delle assunzioni dei docenti e che invece costringerà gli insegnanti sardi a emigrare nella penisola pur di essere assunti». È la polemica sollevata, in questi giorni, con diversi manifestazioni proprio dagli insegnati con la valigia. Però la maggioranza di centrosinistra ha convinto l’opposizione a ritirare l’ordine del giorno con la promessa che «martedì 22 settembre il Consiglio regionale dedicherà un’intera seduta al dibattito proprio sulla legge della Buona scuola». Ma visto che il ricorso dovrebbe essere presentato entro questa fine settimana è abbastanza chiaro che il ricorso non sarà presentato. Il capogruppo di Forza Italia, Pietro Pittalis, ha detto in aula: «È proprio da questa promessa che traiamo la conclusione più ovvia: la Giunta non presenterà il ricorso per incostituzionalità. Speriamo che fra due martedì, Pigliaru si presenti con buone nuove, altrimenti vorrà dire che avremo abbandonato gli insegnati al loro destino di emigranti». Il presidente della Regione ha confermato che comunque «è in corso un confronto decisivo con il ministero della Pubblica istruzione e le soluzioni sono al centro dei colloqui serrati fra la Giunta e il Governo». E proprio il caso Buona scuola e anche la riorganizzazione della rete ospedaliera saranno al centro del primo vertice di maggioranza post estate convocato questo pomeriggio.

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