Giunta, parte il rimpasto: via al valzer delle poltrone
Rompe il tabù Antonio Satta (Upc): serve una revisione della macchina Soru bussa alla porta: ora volti nuovi. Pigliaru: riduciamo a 9 gli assessori
CAGLIARI. La parola è ancora tabù. Ma in maggioranza è già iniziato il valzer delle poltrone. La prova a metà tra muscoli e tattica per conquistare la poltronissima. Il rimpasto si affaccia davanti alla porta del governatore Francesco Pigliaru.
La visita. A ricordare al presidente che serve una revisione della macchina di governo ci ha pensato il segretario del Pd Renato Soru. Già in qualche assemblea aveva fatto capire che più di un assessore doveva essere cambiato. E nei giorni scorsi ha bussato alla porta di Pigliaru. Con lui il capogruppo Pd in consiglio Pietro Cocco. Toni rilassati, ma decisi. «Serve un cambio di passo». Che si traduce in «serve un cambio di nomi». Non c’è ancora una lista, ma Soru in pubblico ha fatto capire di non avere condiviso alcune scelte dell’assessore al Bilancio Raffaele Paci, legatissimo a Pigliaru, e di quello ai Trasporti Massimo Deiana. Ma i dubbi del segretario riguarderebbero anche altri assessori di primo piano della giunta. E non solo quelli scelti in modo diretto dal governatore. Nulla di ufficiale, anche perché le decisioni saranno frutto di un faticoso equilibrio. Meccanismi complicati, pesi e contrappesi, che non riguardano solo le correnti interne del Pd, ma anche i rapporti con gli alleati
Colpo di genio. Pigliaru si è detto pronto a discutere di rimpasto. Ma ha rilanciato con i segretari della sua maggioranza. Ha proposto di rivedere la legge e di ridurre gli assessorati da 12 a 9, con l’accorpamento di alcune competenze. E solo dopo la dieta si è detto pronto a discutere dei nuovi nomi e degli assetti della giunta.
Il vulcano Upc. Anche il segretario dell’Upc Antonio Satta riesce nel democristiano contorsionismo di chiedere il rimpasto senza mai pronunciare la parola tabù. Ma è l’unico che davanti ai microfoni si lascia andare. Anche galvanizzato dalla performance a metà tra urna e toga. La sentenza del Consiglio di Stato ha dato al suo partito due consiglieri. «Ho confermato la lealtà nei confronti del presidente Pigliaru e degli alleati di centrosinistra – dice Satta –. Il tema del rimpasto non lo abbiamo ancora affrontato». Poi è ancora più chiaro. «Beh forse è il momento di fare una revisione ai motori per mettere la macchina nelle condizioni di lavorare al meglio». Satta prepara un gruppo autonomo in Consiglio, ma senza Gaetano Ledda. Era stato eletto nell’Upc, ma era passato alla Base. Ora conferma la sua decisione. «Sono coerente con la scelta politica che ho fatto mesi fa – dichiara Ledda –, non torno indietro». Una stampella a Pierfranco Zanchetta e Antonio Gaia potrebbe arrivare da Mondo Perra. Satta è un veterano della politica, ha attraversato prima e seconda repubblica. Passeggia sul velluto e chiede un rimpasto. Nessun veto sull’assessore Maria Grazia Piras, scelta in quota Upc, ma forse non più intoccabile. «L’Unione cristiana ha un ruolo all'interno del governo della Regione – aggiunge Satta –. Noi dobbiamo rispondere alle aspettative dei nostri elettori. Ora puntiamo a fare un gruppo autonomo e pensiamo a un miglioramento degli assetti di giunta anche per essere più attenti alle emergenze dell’isola. Da parte nostra c’è la massima fedeltà. L’Upc è da sempre coerente con le scelte del centrosinistra. Di questo andiamo orgogliosi». Sull’agitazione all’interno del Pd preferisce non entrare. «Non metto bocca negli equilibri degli altri partiti e non vorrei che gli altri la mettessero nel mio».
Gli altri. Più complicato, e prematuro capire quale sia il destino degli assessori espressione degli alleati del Pd. Le quotazioni variano come gli indici di borsa. L’assessore Claudia Firino sembra non essere più tra gli intoccabili. Ma è prematuro spingersi oltre alle parole quasi sussurrate nei corridoi di palazzo.
L’autunno caldo della giunta Pigliaru è appena cominciato e il destino di molti assessori sembra essere legato ai risultati attesi dalle iniziative varate in questo primo anno e mezzo dalla giunta.
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