La Nuova Sardegna

Zedda, appello sull’interdizione

Il sindaco e il teatro lirico: martedì il tribunale deciderà sull’istanza della Procura

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CAGLIARI. Il sindaco Massimo Zedda e i complessi rapporti col teatro lirico: martedì prossimo saranno i giudici della prima sezione penale del tribunale a decidere sull’appello presentato dal pm Giangiacomo Pilia contro il «no» alla richiesta d’interdizione dalla presidenza della Fondazione firmato lo scorso 8 agosto dal gip Lucia Perra. Sarà una sorta di prologo all’udienza del processo principale, quello che vede Zedda imputato davanti allo stesso collegio presieduto da Claudio Gatti di due abusi d’ufficio commessi - secondo l’accusa - nelle vesti di presidente del cda del Lirico nel corso della gestione Crivellenti e subito dopo. Di quel dibattimento finora si è svolta soltanto l’udienza d’apertura, in cui accusa e difesa - sostenuta dagli avvocati Giuseppe Macciotta e Fabio Pili - hanno sentito la versione del grande accusatore, il costruttore ed ex membro del cda Gualtiero Cualbu. Si ripartirà dai testimoni, ma prima il presidente Gatti dovrà, di primo mattino, sbrogliare la matassa dell’istanza di interdizione sulla quale si è già espressa la collega Perra. Da una parte il pm Pilia sostiene che Zedda è responsabile di diciassette abusi d’ufficio e ha sistematicamente boicottato l’attività del teatro, soprattutto nel corso degli otto mesi in cui il sovrintendente era Mauro Meli. Dall’altra i difensori, forti della prima decisione, confutano su tutta la linea la tesi della Procura e tra l’altro sbandierano la scelta assunta da Zedda di dimettersi comunque, malgrado la decisione favorevole del giudice, dal vertice della Fondazione lasciando la poltrona all’ex procuratore della Corte dei Conti, Mario Scano. In questo senso la decisione di secondo grado sulla richiesta d’interdizione sarà ininfluente sulla situazione del Lirico, la Procura però insiste con gli stessi argomenti del primo grado. Il giudice Perra non è entrato nel merito della questione: ha stabilito che non può essere messa in discussione una carica attribuita a Zedda per investitura popolare, visto che il sindaco è presidente di diritto della Fondazione lirica. Se il sindaco non può essere interdetto d’ufficio dalla carica di capo dell’esecutivo comunale, neppure può perdere per decisione del giudice le cariche che ne discendono perché - come sostiene il pm Pilia - è dotato di «personalità dispotica e accentratrice». In pillole: se può continuare a fare il sindaco, non si vede perché non dovrebbe presiedere la Fondazione lirica, peraltro ormai lasciata in altre mani.

La decisione del tribunale potrebbe arrivare già nella mattinata di martedì. Subito dopo si aprirà la seconda udienza del processo per abuso d’ufficio con l’esame di nuovi testimoni dell’accusa. (m.l)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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