Con i migranti italiani a Balzano il Campiello
Vince la storia di un ragazzino siciliano emigrato a Milano Premio alla memoria per Vassallo, con standing ovation
VENEZIA. La storia di un piccolo emigrante, Ninetto detto Pelleossa, che lascia la Sicilia per Milano ha nettamente vintoil Premio Campiello 2015. Ninetto è il protagonista del romanzo di Marco Balzano, “L'ultimo arrivato”, edito da Selerio. L'insegnante di liceo milanese ha ottenuto 117 voti, staccando nettamente Antonio Scurati che, con il romanzo “Il tempo migliore della nostra vita”, edito Bompiani, si è fermato a 75 voti della giuria popolare dei 300 letterati anonimi. Balzano è autore di una storia che affronta il triste e poco noto problema dell'emigrazione infantile negli anni Cinquanta dello sviluppo economico; una storia che drammaticamente sembra avere molte attinenze con le tragedie dei nostri giorni, in contesti però – come ha ricordato l'autore – dove alla speranza di un possibile sviluppo oggi c'è una emigrazione intercontinentale di gente che fugge anche da scenari di guerra. Il vincitore ha definito il suo lavoro «commovente» e alla domanda a chi farebbe interpretare la storia in un film ha risposto senza esitare: «Toni Servillo».
L'opera di Balzano racconta la storia di un ragazzino che parte e fugge dalla Sicilia lasciando dietro di se una famiglia che, come il padre, preferisce saperlo lontano ma con almeno un cenno di futuro. È una storia difficile, un romanzo che però come ha detto lo stesso autore non è «né storico né sociologico» ma durante la premiazione Balzano ha voluto esprimere un ringraziamento alle famiglie «che mi hanno aperto le porte di casa per raccontarmi la loro storia di emigrazione minorile».
Nella classifica finale del Campiello è giunta terza Carmen Pellegrino con “Cade la terra” (Giunti) con 35 voti; un voto sotto, a 34, si è fermato Paolo Colagrandecon “Senti le rane” (Nottetempo); a 21 voti si è fermato Vittorio Giacopini con «La mappa» (Il saggiatore).
Durante la cerimonia di premiazione ieri sera al Teatro La Fenice sono stati assegnati anche il Premio Campiello per l'Opera Prima, andato ad Enrico Ianniello per «La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin» (Feltrinelli), e il Premio Fondazione Campiello, andato a Sebastiano Vassalli, lo scrittore morto nel luglio scorso. Al momento della consegna del riconoscimento alla carriera all’autore de “La chimera” – ritirato dalla moglie Paola Todeschino – dal pubblico della Fenice, in piedi, è venuto un lunghissimo applauso.
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