Iglesias, una folla in piazza a difesa dei servizi sanitari
Medici, sindacalisti e cittadini uniti contro la riforma della rete ospedaliera Contestata l’assenza del sindaco Emilio Gariazzo e dei consiglieri comunali del Pd
IGLESIAS. Un corteo di oltre mille persone è sceso in piazza ieri mattina per dire no allo smantellamento dei servizi sanitari. I manifestanti hanno sfilato per le vie della città con le serrande dei negozi abbassate. Uno sciopero generale organizzato dal comitato per la salute del Sulcis Iglesiente. Tante le associazioni, i consiglieri comunali, rappresentanti sindacali, infermieri e medici dell’Asl 7 e cittadini comuni hanno partecipato alla protesta contro il piano della rete ospedaliera che vede la cancellazione in città di molti servizi. Ultimo il reparto di ostetricia e ginecologia trasferito lo scorso luglio dall'ospedale Santa Barbara al Sirai di Carbonia, secondo il piano estivo proposto dal commissario dell’Asl 7, Antonio Onnis. Il comitato organizzatore chiede fra l’altro una modifica della delibera regionale 38/12 che cancellerebbe ad Iglesias il reparto di chirurgia pediatrica.
Alla manifestazione ha aderito anche l'associazione dei commercianti “Centro città” e il gruppo medievale degli sbandieratori. Il corteo dei manifestanti si è fermato davanti al palazzo municipale per contestare l'assenza allo sciopero del sindaco Emilio Gariazzo, medico dell’Asl 7. Non è passata inosservata l'assenza dei consiglieri comunali del Pd.
La manifestazione è proseguita fino al presidio del Cto, ospedale nel quale da anni sono in corso lavori per potenziare i servizi, ma che secondo i manifestanti andrebbero perduti. Il comitato chiede che vengano individuati due ospedali di primo livello, il Cto e il Sirai di Carbonia, e restituiti a Iglesias i posti letto per acuti, la chirurgia pediatrica, l'ostetricia e ginecologia.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
