Incidente di caccia? No, omicidio volontario
Il muratore ucciso a Villacidro il 13 agosto: ora il pm Pili contesta all’indagato il reato più grave
CAGLIARI. Forse non è stato un incidente di caccia a provocare la morte del muratore Sisinnio Pittau (51 anni) di Villacidro, ucciso da una rosata di pallettoni nella notte fra il 13 e il 14 agosto scorsi: l’uomo che gli ha sparato, l’operaio Antonello Pittau (58 anni) potrebbe averlo colpito deliberatamente e non dopo averlo scambiato con un cinghiale. A sostenerlo è il pm Alessandro Pili, titolare dell’inchiesta giudiziaria, che dopo aver indagato il cacciatore di frodo con l’accusa di omicidio colposo e omissione di soccorso ha messo insieme indizi utili a modificare l’imputazione, che adesso è di omicidio volontario. Alla base della svolta nell’indagine la testimonianza del figlio, secondo il quale tra i due non correva da tempo buon sangue. Non solo: gli esami balistici, riferiti alla traiettoria dei proiettili e alle posizioni di chi ha sparato e della vittima, indicherebbero che Antonello Pittau aveva a disposizione una visuale completa e chiara del campo. Quindi non avrebbe potuto sbagliare nell’identificazione del bersaglio. Al contrario c’è il sospetto che quella di centrare il compaesano con un colpo esploso a pallettoni da cinghiale sarebbe stata una scelta volontaria.
Il pm Pili ha convocato l’indagato, che si è presentato in procura insieme all’avvocato Giuseppe Cirronis ma per adesso ha scelto di non rispondere alle domande del magistrato e in particolare alle nuove contestazioni che rendono la sua posizione processuale piuttosto scomoda. L’indagine è tutt’altro che conclusa, per certi versi comincia adesso che alcuni elementi fondamentali sono stati messi in luce grazie al lavoro dei carabinieri e dei consulenti della Procura. Un lavoro in corso, che potrebbe concludersi, secondo le abitudini del pm Pili, anche in tempi ravvicinati.
Il corpo senza vita di Sisinnio Pittau era stato trovato in un costone impervio sopra la diga del Leni, in una località chiamata Rio Murtas. L’ipotesi dell’incidente di caccia - si tratta di caccia di frodo, il calendario venatorio non prevedeva giornate aperte a mezz’agosto - era stata la prima avanzata dai carabinieri subito dopo l’esame della salma eseguito dal medico legale Roberto Demontis: in quell’area, in quelle ore, era stata segnalata la presenza di numerosi cacciatori. Possibile, se non probabile, che nell’oscurità qualcuno avesse scambiato Sisinnio Pittau per un cinghiale e avesse aperto il fuoco senza pensarci due volte. Fuoco mortale: diversi pallettoni avevano colpito il muratore, provocandone la morte nel giro di pochi secondi. Saltò fuori nelle ore successive che a sparare era stato Antonello Pittau: un terribile errore, il più classico e terribile degli incidenti legati all’attività venatoria. Questa era stata l’ipotesi di partenza, così ha sostenuto l’indagato e così sembravano indicare i testimoni. Fino alla svolta dell’inchiesta: ora si indaga per omicidio volontario e il procedimento potrebbe prendere tutt’altra strada. (m.l)
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