La Nuova Sardegna

E in Gallura pronti alla rivolta

di Alessandro Pirina

San Teodoro e Budoni si rifiutano di andare con Sassari o con Nuoro

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BUDONI. No al ritorno sotto Nuoro, ancora meno un approdo sotto il vessillo di Sassari. Per Budoni e San Teodoro l’unica strada ancora percorribile è l’autonomia della Gallura.

Che si chiami provincia, distretto, ente di area metropolitana non fa differenza. I due comuni più a sud dell’ormai ex Olbia Tempio - ma fino al 2005 anche i due centri più a nord della vecchia provincia di Nuoro che arrivava fino alla cantoniera di Monte Petrosu - sono pronti alle barricate per impedire un ritorno al passato. Fino a minacciare le dimissioni. «Non escludo di arrivare a un gesto estremo – attacca il sindaco di Budoni, Giuseppe Porcheddu –. Il progetto di ritornare alle vecchie province mi sembra una cosa poco seria. Che va contro la volontà popolare. Per vent’anni a Budoni il consiglio comunale si è espresso all’unanimità per aderire alla provincia della Gallura. Ci siamo riusciti, abbiamo fatto la provincia e ora, dopo poco tempo, con un provvedimento vogliono cancellare tutto».

Per Porcheddu, dunque, l’aver optato ai tempi per Olbia è una scelta irreversibile. «Noi siamo Gallura – afferma il sindaco – e sarebbe falso dire il contrario. Noi non abbiamo nulla contro Nuoro e mi auguro non ci obblighino a scegliere, ma le nostre radici culturali, linguistiche sono altre. Ecco perché mi auguro che tutta la provincia, soprattutto l’alta Gallura, faccia quadrato intorno a quella scelta e sia unita nel rivendicare la necessità dell’autonomia. L’area metropolitana? Può essere una soluzione ma prima ci dicano quali sono i contenuti e quali le strutture finanziarie».

I toni di Domenico Mannironi sono più soft, ma la sostanza non cambia. Neanche il sindaco di San Teodoro intende arretrare di un millimetro dalla scelta fatta anni fa. «Sono stato il primo a portare in aula l’adesione alla provincia della Gallura nel 1990, figuriamoci se oggi cambio idea – afferma –. Io sono convinto che ci siano ancora margini di trattativa per trovare una soluzione che salvaguardi l’autonomia della Gallura. È un territorio che ha caratteristiche che altri non hanno. Io credo che le nostre rivendicazioni possano essere prese in considerazione. Ma è necessario che i 26 comuni rimangano uniti, con una frammentazione del territorio il rischio è che gli altri decidano per noi. Che la chiamino provincia o dipartimento o distretto per noi non cambia. A noi preme salvaguardare l’autonomia della Gallura».

I due centri potrebbero essere destinati a fare un referendum per scegliere se finire con Nuoro o Sassari. Una prospettiva che i due sindaci sembrano non voler prendere neanche in considerazione. E per la Gallura l’ipotesi di ritornare sotto l’ala di Sassari dopo una autonomia conquistata solo da qualche anno sembra essere quasi una sconfitta.

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