Stasera al Civico Cinzia Leone «Prigionieri dalla “mammità”»
Per “Voci di Donna”, in scena “Mamma sei sempre nei miei pensieri. Spostati!” Il rapporto madre figlia tra interferenze continue e conflitti generazionali
SASSARI. Arriva stasera alle 21 al Teatro Civico “Mamma sei sempre nei miei pensieri. Spostati!”, due ore di one woman show di Cinzia Leone, con cui si apre il primo sipario per la rassegna “Voci di donna” proposta da “Teatro e/o Musica”, successo in prevendita e ancora qualche posto disponibile al botteghino. Cinzia Leone torna sempre volentieri nell'isola «un pubblico attento, partecipe, sono stata a marzo a Olbia, Oristano e Carbonia e dappertutto lo spettacolo ha avuto un impatto pazzesco» racconta l'attrice romana.
Ma se la parola “mamma” fa affiorare una caterva di connessioni, tra cultura, esperienze e tradizioni, la strada che Cinzia Leone propone è lontana dagli stereotipi. «Non è certo la mammina delle canzonette, per cui “solo per lei la mia canzone vola” ma una presenza enorme, talmente ingombrante che dentro di noi lascia pochissimo spazio al nostro io, alla nostra individualità – spiega Cinzia Leone –. Non è il mammismo il protagonista di questo lavoro e nemmeno la maternità ma piuttosto la “mammità”. Quell'insieme di amore e complessi di colpa che ci segna per sempre, il lungo elenco delle cose che ci piacciono o non ci piacciano perché piacevano o erano detestate dalla nostra mamma».
Però gli italiani sono famosi nel mondo per il mammismo, una propensione in fondo molto mediterranea. «Posso assicurare che se mia madre si spostaste in Danimarca o in qualsiasi altra parte del Nord Europa diventerebbe un problema anche per loro» è la risposta sarcastica di Cinzia Leone, il marchio di fabbrica del suo umorismo trascinante che ha assicurato successo alla pièce in tutta Italia.
«In fondo se pensiamo a Pippi Calzelunghe, un personaggio nato nel Nord Europa, riusciamo a capire perché questa ragazzina è così magica e sovversiva. Semplicemente perché è sola e quindi libera, la figura della mamma è evocata ma assente nella sua vita».
Dietro la valanga di battute, situazioni piene di verve incentrate sul rapporto fra madre e figlia tra conflitti generazionali e temute interferenze, affiora lo spiccato talento comico dell'attrice romana e la penna di Fabio Mureddu – con cui Cinzia Leone aveva già collaborato per “Disorient Express”, viaggio comico nel mondo dell'ipertecnologico. «Ho “scoperto” Fabio che aveva 19 anni e ne ho subito capito il talento. Nato a Roma ma di famiglia tempiese, come tutti i galluresi torna sempre nell'isola appena può ha un forte legame con la città delle sue origini». Il successo e l'affetto che ha il pubblico per Cinzia Leone ha una data di nascita, la stagione pionieristica della “Tv delle ragazze” e di tante altre produzioni che oltre che lanciare talenti hanno cambiato lo stile televisivo italico. «Sì è stata un'epoca eccezionale, un momento di innovazione prodotto dalla libertà di cui si poteva godere all'epoca, mi pare che sia una stagione che non si potrà ripetere. Ora c'è solo la satira politica, ma a me non interessa proprio, fare ironia sui politici è una finzione, non sono loro che detengono davvero le leve del potere e tutto si riduce ancora a un'inganno». Sostiene Cinzia Leone. «Ridere di noi, riflettere sulle nostre debolezza, avere il coraggio di cambiare prima di tutto dentro di noi è questo che mi interessa, affrontare e ridere delle nostre paure è la cosa che fa affondare uno come Salvini».
Secondo appuntamento di “Voci di donna” il 24 con “Julia alla scoperta del castello ritrovato” di Cosimo Filigheddu con Teresa Soro. Nei sotterranei di piazza Castello ritorna la storia di Julia processata per stregoneria alla fine del cinquecento.
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