La Nuova Sardegna

Agguato all’alba, ucciso un allevatore

di Roberto Petretto
Agguato all’alba, ucciso un allevatore

Felice Atzori, 77 anni, è stato raggiunto da diverse fucilate

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INVIATO AD AIDOMAGGIORE. La scelta del luogo, l’ora, l’arma usata, la distanza da cui sono partiti i colpi di fucile mortali (almeno due, quasi sicuramente di più): dettagli studiati per tempo e con attenzione. L’agguato che ieri mattina all’alba ha messo la parola fine alla vita di Felice Atzori, allevatore di 77 anni di Aidomaggiore, non è frutto di un attacco d’ira improvviso, ma di un disegno preparato con cura. Perché non mettere a segno l’agguato nella tenuta di Santa Barbara, tra la 131 dcn e il paese, o in quella di Sedilo, dove l’allevatore si recava ugualmente ad accudire diversi capi di bestiame? Semplice: l’azienda di Sa tanga noa è quella più appartata, meno visibile, meno esposta allo sguardo di occhi indiscreti .

L’agguato. Per arrivare al tancato che è stato teatro del delitto, provenendo da Aidomaggiore bisogna superare l’intersezione con la provinciale 26, che collega Sedilo con Borore. Bisogna addentrarsi in una strada sterrata, compiere un paio di deviazioni per arrivare ai bordi di un ampio terreno, delimitato da muretti di pietra. Il killer (anche se gli inquirenti non hanno detto se sospettano si sia trattato di un gruppo di fuoco o di un cecchino solitario) ha seguito questo percorso quando sulla zona il buio era ancora fitto. È entrato nell’ampio tancato e a piedi ha raggiunto uno dei tanti ripari offerti dalla zona dell’azienda dove sapeva che Felice Atzori sarebbe arrivato e avrebbe parcheggiato la propria auto. Poco prima dell’alba l’allevatore, come d’abitudine, ha varcato il cancello dell’azienda, ha percorso in auto la stradina che conduce alle piccole costruzioni che servono da alloggio per gli animali e come locali di servizio, ha fermato la Chevrolet Aveo grigio scuro, ha aperto la portiera ed è sceso. Probabilmente non ha avuto neppure il tempo di accorgersi di quello che stava succedendo. È stato raggiunto da diverse fucilate (gli inquirenti non hanno voluto neppure in questo caso fornire dettagli) e si è accasciato a terra, alla sinistra dell’auto rimasta con la portiera aperta e raggiunta dal piombo delle fucilate. L’assassino è tornato sui propri passi ed è sparito. La giornata lavorativa di Felice Atzori, in uno dei suoi tre poderi che continuava a seguire personalmente malgrado l’età avanzata, non è mai iniziata.

L’allarme. A metà mattina l’anziana sorella maggiore Antonia (92 anni), con cui la vittima viveva, non vedendolo rientrare, ha cominciato a chiamare il numero di telefonino dell’allevatore. Che ha squillato a lungo, senza risposta. Dopo diversi tentativi, la donna ha chiesto aiuto alla sorella minore, Rosina, che vive in un’altra zona del paese. Sulle prime l’allarme non è stato valutato seriamente, ma il ritardo sempre più forte alla fine ha costretto alcuni nipoti della vittima a salire in auto per arrivare all’azienda di Sa tanga noa. Solo allora c’è stata la scoperta del corpo e sono stati chiamati i carabinieri. Erano quasi le 14: dal momento del delitto erano passate almeno sette ore, anche se a dare una risposta più precisa dovrà essere l’autopsia, che sarà effettuata oggi dal medico legale Roberto Demontis nell’istituto di Monserrato dove ieri sera è stata trasferita la salma.

Le indagini. Dopo l’allarme al 112 dalla Compagnia di Ghilarza, dalle stazioni di Aidomaggiore e Sedilo sono arrivate decine di carabinieri che hanno delimitato la zona del delitto. Il maggiore Alfonso Musumeci ha coordinato i primi interventi e assistito ai rilievi degli specialisti della scientifica. Nel tardo pomeriggio adAidomaggiore è arrivato il sostituto procuratore Marco De Crescenzo, titolare dell’indagine. Nelle caserme di Aidomaggiore e Sedilo la consueta sfilata di persone sottoposte a interrogatorio. Parenti, in primo luogo, per ricostruire le abitudini della vittima, e poi allevatori della zona, vicini di azienda, conoscenti. L'allevatore in passato aveva subito il furto e l'uccisione di alcune pecore. Gli inquirenti guardano anche al passato di Felice Atzori: per lui qualche precedente per furto, l’ultimo “diversi anni fa”, ha detto senza scendere in particolari il maggiore Musumeci. Denunce, ma mai nessun arresto.

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