Atti ostili ai dipendenti, la Regione si dissocia
L’assessore Maninchedda chiede spiegazioni ai vertici. Revocato il trasferimento di una dirigente
CAGLIARI. La Regione prende formalmente le distanze dalle «azioni ostili» compiute contro i dipendenti dai vertici di Abbanoa. Lo scorso 14 settembre l’amministratore Alessandro Ramazzotti e il dg Sandro Murtas hanno ricevuto una nota firmata dall’assessore ai lavori pubblici Paolo Maninchedda che prendendo spunto da alcuni servizi della Nuova Sardegna ha chiesto spiegazioni su quanto sta accadendo all’interno della società che gestisce per conto della Regione e dei comuni il servizio idrico integrato della Sardegna. Riportati alcuni passaggi dei servizi giornalistici, Maninchedda osserva come sul problema dei licenziamenti e dei demansionamenti il giornale «sembra dar conto di fatti, non di opinioni, che se fossero nei termini descritti non godrebbero certamente di alcun sostegno da parte della Regione e richiederebbero di essere discussi nelle sedi opportune per le opportune decisioni. Se invece non risultassero fondate, richiederebbero una strategia di comunicazione e di tutela dell’immagine della società».
Difficile non mettere in relazione la nota ufficiale di Maninchedda e i servizi usciti nei giorni scorsi con la decisione formalizzata ieri dal dg Murtas di revocare il trasferimento dall’ufficio legale a uno sportello clienti di Iglesias di un’avvocato e dirigente, Valentina Figliola, che si era rivolta al tribunale del lavoro con un ricorso d’urgenza ex articolo 700 denunciando attraverso l’avvocato Andrea Pogliani l’attività di mobbing e di demansionamento definita «feroce» esercitata dalla direzione di Abbanoa nei suoi confronti. Entro le 14 di ieri la società avrebbe dovuto costituirsi nella causa, ma Murtas ha scelto un «indietro tutta» che estinguerà sul nascere la controversia ma non una nuova ipotesi di abuso d’ufficio che il pm Giangiacomo Pilia ha ancorato proprio a questo caso. C’è un aspetto curioso della vicenda: la società - lo sostiene l’avvocato Pogliani nel ricorso – non ha mai comunicato le ragioni del trasferimento e della pesante retrocessione professionale della dirigente, mentre motiva la revoca del trasferimento allo stato di salute dell’avvocato Figliola, che renderebbe inopportuni i tragitti in auto Cagliari-Iglesias. L’avvocato Figliola - è scritto nella nota, spedita per raccomandata ma anticipata in copia - riprenderà il lavoro come responsabile del macroservizio “recupero crediti coattivo”, da cui era stata sollevata d’improvviso lo scorso 9 giugno. Restano in ballo numerose altre posizioni di dipendenti licenziati e demansionati, che si sono rivolti al giudice del lavoro e che attendono le decisioni del tribunale. (m.l)
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