Meno burocrazia e incentivi per accelerare l’iter

SASSARI. Indietro di anni, dotarsi di un piano urbanistico per poi adeguarlo al piano paesaggistico sembra un’impresa impossibile. Le motivazioni sono diverse. Su tutte, la difficoltà denunciata da...

SASSARI. Indietro di anni, dotarsi di un piano urbanistico per poi adeguarlo al piano paesaggistico sembra un’impresa impossibile. Le motivazioni sono diverse. Su tutte, la difficoltà denunciata da parte dei Comuni nel mettere insieme tutti i faldoni richiesti per superare i numerosi esami previsti dalla procedura di adeguamento. Ma anche, è stato detto più volte, un sistema farraginoso di verifica che sino a poco tempo funzionava un po’ come il Monopoli, costringendo chi sbagliava qualche passaggio a tornare indietro per ripartire quasi dal via. Non solo: all’origine dei ritardi accumulati dalla maggior parte dei Comuni c’è anche una questione di soldi. Fare un Puc costa parecchio, soprattutto per i centri più grossi la spesa può superare i 300mila euro. È necessario infatti coinvolgere diversi esperti in più ambiti per curare le varie elaborazioni richieste. Il piano urbanistico è uno strumento complesso che conta diversi allegati, come la Vas, il piano energetico, il Pul (piano di utilizzo dei litorali), il piano del commercio e molti altri ancora. La Regione negli ultimi due anni ha cercato di andare incontro ai problemi manifestati dai Comuni. Spiega l’assessore Erriu: «Abbiamo snellito la procedura, il confronto nella fase di verifica e adeguamento dei Puc al Ppr avviene in un unico tavolo al quale partecipano i diversi soggetti coinvolti. Se qualcosa non va si corregge il singolo problema senza ricominciare dall’inizio come accadeva prima». Il sostegno ha portato anche un’iniezione di fondi: «Tre milioni di euro nella Legge Finanziaria sono stati destinati ai Comuni per la stesura dei piani». Altri incentivi saranno previsti nella prossima Legge urbanistica che, secondo i piani della giunta, sarà approvata entro la fine del 2016.

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