Luigi Arru: «Sono l’assessore più odiato»
Alla festa per i 35 anni del Tribunale del malato ha replicato alle accuse sulla nuova rete ospedaliera
CAGLIARI. Via qualche sassolino dalla scarpa anche con ironia. L’assessore alla Sanità Luigi Arru ha scelto il palco del Tribunale del malato, che celebrava i 35 anni di attività, per fare un primo bilancio del suo tour che ha sempre solo tema: il riordino della rete ospedaliera. Riordino, si sa, spesso contestato da sindaci e medici. «Ormai – ha detto Arru – sono l’assessore più impopolare della giunta Pigliaru. A Sassari tra un po’ metteranno un cartello per me con su scritto vietato l’ingresso e a Nuoro, la mia città, non sono più il benvenuto». Poi l’affondo: «Ma è anche vero questo: negli ospedali sardi ci sono reparti che in realtà non rispondono ai parametri nazionali. Va ricordato, ancora una volta, che invece la sicurezza negli ospedali è garantita solo dalla quantità di interventi eseguiti dalle varie strutture». Secondo l’assessore, «il sistema ospedaliero della Sardegna purtroppo oggi è ultimo in Italia per complessità e tempi di ricovero» e «le eccellenze, che ci sono, non servono se intono c’è il deserto». Arru non solo ha la riorganizzazione dei posti letto, h fatto più di un esempio delle inefficienze. «A Cagliari abbiamo tre radioterapie, ma non riusciamo a dare risposte adeguate ai pazienti perché manca un governo clinico Volere tutto dappertutto non è diritto alla salute e soprattutto non risponde alle esigenze di sicurezza. È necessario puntare alla qualità della sanità e non alla municipalità». Per chiudere così: «L nostra proposta è aperta al dibattito, l’abbiamo già discussa in tante assemblee e siamo pronti a farlo ancora per raccogliere ogni possibile suggerimento per migliorarla. Ma se è vero com’è verissimo che la salute è un bene inestimabile, è anche vero che in Sardegna la sanità costa 3 miliardi di euro, cioè oltre il 50 per cento del bilancio regionale. E ci siamo ritrovati in eredità un sistema che ha prodotto ben 400 milioni di disavanzo. Dunque, iIl riordino oggi è indispensabile per ridurre i costi e migliorare le perfomance degli ospedali, ma non sarà tagliato nessun servizio ai cittadini».
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