La Nuova Sardegna

Cozze e vongole, stop alla vendita

Cozze e vongole, stop alla vendita

Una marea di fango nel golfo. Arriva l’ordinanza del sindaco Gianni Giovannelli

2 MINUTI DI LETTURA





OLBIA. Il Comune sospende la raccolta di cozze, vongole e bocconi dal golfo di fango. Il ciclone ha vomitato nel mare sostanze inquinanti e detriti di cui non si conosce bene la natura. Con una ordinanza gemella al 2013 il sindaco, Gianni Giovannelli, impone lo stop. Un provvedimento precauzionale, per tutelare la salute della popolazione. Vietato non solo raccogliere cozze e vongole, ma anche portarle nei centri di depurazione e spedizione e venderle. Il divieto resterà in vigore fino a quando le acque del golfo non ritorneranno ad avere dei parametri a norma di legge.

La richiesta al primo cittadino di autografare l’ordinanza arriva dalla Asl. Il servizio veterinario di Igiene degli allevamenti e produzioni zootecniche ha constatato che il passaggio del ciclone Mediterraneo ha alterato le condizioni del golfo. Non solo un effetto ottico. Chiunque, osservando il golfo, ha visto l’enorme macchia marrone che va verso il largo. Lì sotto si concentrano sostanze sconosciute che potrebbero alterare la salute dei mitili.

«Il maltempo dei giorni scorsi – spiegano dalla Asl – ha provocato l'immissione nelle acque del golfo di ingenti quantità di inquinanti di svariata natura che inevitabilmente hanno variato la qualità delle acque destinate all'allevamento dei molluschi bivalvi vivi. Potrebbero quindi esser venuti meno i requisiti sanitari per la classificazione delle acque ai fini della loro raccolta». L’esatta realtà dei parametri chimico-fisici e batteriologici delle acque del golfo è sconosciuta. «Si dovranno attendere le verifiche del servizio veterinario prima di dare il via libera alla nuova raccolta dei molluschi», si legge nell’ordinanza. Un colpo basso per gli agricoltori del mare, costretti a mettere in stand by la vendita dell’oro nero. Una ricchezza del golfo e un fiore all’occhiello della città che anche nel 2013, durante la precedente alluvione, conobbe lo stesso disagio.

Il divieto di raccolta delle cozze e delle arselle durò due settimane. Poi il risultato delle analisi della Asl fece tirare un sospiro di sollievo ai mitilicoltori, già duramente provati dal passaggio del ciclone Cleopatra. Due anni fa l’80 per cento delle vigne del mare venne cancellato dalla furia delle acque. I fiumi ingrossati dalla forte pioggia presero la via del mare con violenza. I filari su cui vivono e crescono le cozze furono spazzati via. Alcuni vennero strappati dai rimorchiatori, chiamati a intervenire per liberare il golfo e far passare la nave. Uno scenario apocalittico che per fortuna questa volta non si è verificato.

Gli occhi restano ora puntati sul golfo, il delicato habitat che nutre i mitili di Olbia rendendoli uno dei prodotti di cui la città va più orgogliosa. Segno di identità e bontà, al momento in quarantena. (se.lu.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative