La Nuova Sardegna

Aerei per la Sardegna, il pienone dell’estate è stato solo virtuale

di Umberto Aime
Aerei per la Sardegna, il pienone dell’estate è stato solo virtuale

L’assessore Deiana spiega che nella maggior parte dei casi i posti nei voli non erano esauriti per colpa del sistema di prenotazioni

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CAGLIARI. Non è perfetta la continuità territoriale e i sardi purtroppo lo sanno fin troppo bene. Ma dire che quest’estate la Sardegna sulle rotte da e per Milano e Roma è rimasta isolata è una bugia. «Altrimenti come si spiega che dal 15 giugno al 15 settembre su 1.113.307 posti disponibili, erano 213mila in più rispetto al contratto firmato con Alitalia e Meridiana, alla fine sono rimasti invenduti 260.558 biglietti?». L’assessore ai Trasporti Massimo Deiana è abituato a cantare, ballare e portare la croce, eppure questa volta va oltre.

Prenotazioni selvagge. Parte con una domanda e subito dopo si dà la risposta per evitare che qualcuno lo interrompa nel momento in cui deve schiacciare il pulsante: «La verità – dice – è che a essere zoppo, complicato e fuori controllo è il sistema delle prenotazioni». Secondo il suo ragionamento, è a monte che il sistema scricchiola anche se a valle (cioè in aeroporto) ammette ci sarebbe ancora molto da fare. «C’è troppa gente – è la risposta – che ha la cattiva abitudine di accaparrare i posti: cinque o sei su voli diversi. Poi all’ultimo sceglie quello che preferisce e gli altri, quelli abbandonati, restano vuoti». Oppure – un’altra sua ricostruzione – è colpa delle agenzie di viaggio. «Quando d’accordo con le compagnie, abbiamo aumentato i posti perché le previsioni dicevano che sarebbe stata una stagione eccezionale – racconta – proprio le agenzie hanno preso d’assalto il sistema e fatto man bassa di posti per avere sempre una soluzione da proporre ai clienti. Però anche in questo molte prenotazioni sono poi rimaste virtuali».

Maleducazione o furbizia, contestate ai passeggeri, o trucchi informatici, caricati sulle spalle dei professionisti delle vacanze, sta di fatto che solo in due occasioni – sostiene l’assessore – i voli sono partiti al completo. Tabelle alla mano, così dettagliate da far venire il mal di testa, Deiana ha ufficialmente detto: «Sui 93 giorni della continuità territoriale estiva, il sold out c’è stato solo lunedì 20 luglio e lunedì 24 agosto e solo su un volo Linate-Alghero e su un Alghero-Fiumicino».

Nel resto della stagione – dicono ancora le tabelle – il coefficiente di riempito (cioè i passeggeri imbarcati) è stato alto, ma mai oltre il 99 per cento: cioè qualche poltrona libera comunque c’era sempre, con una media di 247 al giorno sul Cagliari-Linate, 214 sull’Olbia-Fiumicino e anche 245 sull’Alghero-Linate-Alghero. «Lo confermano le giornaliere degli aeroporti – è un altro passaggio dell’assessore – non i libri di bordo delle compagnie. Sono numeri esatti, reali e senza ombra di smentita». Poi l’affondo: «D’ora in poi le simulazioni sulla disponibilità di posti non andrebbero fatte al computer, ma di persona ai banchi d’accettazione. Allora si che salterebbero fuori i posti liberi, ad esempio i circa 400 su tutti i voli della tratta Cagliari-Fiumicino-Cagliari alla vigilia di Ferragosto».

Bollino rosso. È evidente che dopo essere stato nel mirino per tutta l’estate. a stagione conclusa Deiana si è voluto levare più di un sassolino dalla scarpa. I numeri danno ragione alla sua appassionata autodifesa, anche se qualche macigno gli è rimasto comunque appeso al collo. Ad esempio che sono stati troppi i giorni in cui nei tre aeroporti sardi e in quelli di Roma e Milano il rischio del collasso è stato altissimo soprattutto ad agosto e settembre. Oppure che internet non può essere considerato una maledizione, perché il turismo vola proprio grazie alla Rete.

Le soluzioni. Detto che il sistema della Ct1 va migliorato, aggiunto che alle compagnie aeree Alitalia e Meridiana darebbe un 7 in pagella per come «sono state pronte a rispondere alle nostre richieste di aumentare i posti e le frequenze», ribadito che «comunque sono i sardi a finanziare la continuità territoriale con oltre 40 milioni l’anno», Deiana ha concluso: «Anche se sarà impopolare non escludo sanzioni per quei passeggeri che prenotano e poi non si presentano all’imbarco». Giusto, ma forse sarebbe meglio pretendere soldi dal Governo (50 milioni l’anno?) per raggiungere la quasi perfezione. «Lo farò la settima prossima quando cominceranno le trattative sulle settima versione della Ct1 e il Governo sa già che vorremmo applicare la tariffa unica per residenti e non residenti tutto l’anno. Ma deve darci una mano», è la sua ultima risposta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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