L’aula lavora poco: scoppia il caso
Fuoco amico di Desini (Sdl) su Ganau che replica: «Stupito dall’esternazione»
CAGLIARI. Lamentela dai banchi del centrosinistra, «Il Consiglio regionale lavora poco». Risposta della presidenza: «Leggo con grande stupore questa esternazione». È cominciata così, una lettera dopo l’altra, l’ultima disputa di Palazzo. Su un fronte si è schierato col cannone il capogruppo di «Sovranità, democrazia e lavoro» (Cd più Partito dei sardi) Roberto Desini. A replicare al fuoco amico – i due governano assieme – è stato il presidente Gianfranco Ganau del Pd. Il caso è scoppiato all’improvviso fino a rendere persino frizzantina l’aria sempre piuttosto calma del Consiglio. A sparare per primo è stato Desini con una lettera aperta inviata a Ganau: «Lamento – scrive – il rallentamento dell’attività consiliare e sollecito una maggiore frequenza delle riunioni delle commissioni e dell’assemblea per portare a termine le riforme fondamentali e rispondere così con i fatti alle numerose istanze, perché è la collettività a chiederci di risolvere gli svariati problemi che affliggono la Sardegna». Per poi sparare la seconda cannonata o entrata a gamba tesa visto che Desini è un ex calciatore: «Duole rilevare – continua: che, contrariamente a quanto auspicato dalla conferenza dei capigruppo il 7 luglio la sospensione dei lavori per le ferie estive si è prolungata per oltre un mese e il Consiglio è stato riconvocato solo l’8 settembre, mese in cui l’Aula si è riunita solo due volte». Terza bordata di Desini: «Dobbiamo purtroppo riconoscere che alcune riforme fondamentali – dagli enti locali alla sanità – dopo un anno dall’insediamento non sono state ancora portate a compimento, e non può essere negato che in parte la responsabilità sia da imputare alla scarsa attività dello stesso Consiglio».
Il tiro al bersaglio non è andato certo giù a Ganau. Nonostante il dichiarato stupore per l’attacco, ha preso carta e penna per una replica dura quanto le sparate amiche-nemiche. «Come riportato nel verbale della conferenza dei capigruppo del 7 luglio –- sottolinea – la proposta che io stesso avevo avanzato per la pausa estiva, era quella di proseguire l'attività senza alcuna interruzione, salvo quella strettamente necessaria per adempiere agli obblighi sindacali del personale». Proposta di fatto bocciata da tutti i partiti. Poi il secondo contrattacco di Ganau: «Non può neanche sfuggire all'onorevole e al suo gruppo - prosegue – che a condizionare la ripresa dei lavori è stata l'attesa di due sentenze sulla composizione del Consiglio». E infine: «Credo sia scorretto prendere come riferimento solo le riunioni del Consiglio per quantificare genericamente l'attività dell’assemblea. È un atto di semplificazione che non tiene conto dell’ampia discussione necessaria prima che le riforme arrivino in aula». Davvero un bel battibecco, con il centrodestra pronto a sottolineare: «Nella maggioranza vola di tutto e non solo gli stracci».
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