Le navi della Saremar in vendita per 6,3 milioni
La procedura fallimentare mette all’asta i traghetti della società di navigazone Deiana: «La giunta salverà tutti i posti di lavoro». Mauro Pili presenta un esposto
CAGLIARI. Un altro passo verso l’abisso. Le navi della Saremar finiscono all’asta. Tutte insieme valgono 6,3 milioni di euro. A deciderne il prezzo la procedura fallimentare del tribunale che cura il concordato.
In realtà un atto dovuto. Così come dovuta era la lettera che è stata inviata ad alcuni lavoratori della Saremar. Avevano intenzione di costituire una cooperativa per rilevare la società e aveno chiesto di essere informati dalla procedura di tutti gli atti portati avanti nella liquidazione della società. Puntuale è arrivata la lettera del tribunale che informava della valutazione dei traghetti della Saremar.
L’assessore. «Non so, e non devo sapere, nulla di questi aspetti che non sono politici, ma che riguardano la procedura di liquidazione – dice l’assessore Massimo Deiana –. Posso dire dalla mia esperienza che di solito vengono informati tutti i soggetti interessati. La Regione non entra in questi aspetti. Si è trovata a gestire una situazione drammatica, di fatto già tracciata. La giunta ha due punti fermi. Garantire la qualità del servizio di continuità territoriale con le isole minori e salvare tutti i posti di lavoro dei dipendenti della Saremar». Deiana non entra nella polemica. Ma queste sono giornate ad alta tensione in cui i marittimi, i sindacati e le comunità della Maddalena e di Carloforte si sono uniti nella difesa della società. Una lotta che sembra già persa. Se c’è la possibilità di salvare i posti di lavoro per la Saremar sembra non esserci un futuro.
L’esposto. A soffiare sui venti di rivolta c’è il deputato di Unidos Mauro Pili, che annuncia di avere presentato un esposto alla Procura di Cagliari sulla vicenda Saremar. E dal suo profilo Facebook sostiene che la vendita delle navi nasconda la volontà da parte della Regione di smontare la società. Critica anche la proposta di vendita agli operai, visto che non avranno mai i requisiti per poter partecipare al bando internazionale per la gestione delle rotte.
La battaglia. Va avanti anche la vertenza per i posti di lavoro. I sindacati attendono che il Mise convochi le parti per portare a Roma la battaglia per la difesa della società e dei posti di lavoro. Ma le soluzioni alternative alla fine della Saremar e alla vendita spezzatino delle navi sembrano davvero poche. Anche l’idea di una divisione marittima dell’Arst che si compri la Saremar è stata scartata dalla Regione.
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