Cisl casa di vetro: gli stipendi dei segretari
Operazione trasparenza e appello lanciato al governatore: più coraggio contro la disoccupazione
CAGLIARI. Gli iscritti sono stazionari, a crescere sono purtroppo i disoccupati. Uno sguardo dentro casa e il secondo al di là delle finestre: è così che la Cisl si prepara alla conferenza programmatica regionale. Sarà martedì, a Cagliari, con l’intervento della segretaria nazionale Annamaria Furlan. Nell’attesa, Oriana Putzolu e Ignazio Ganga, i vertici della Cisl sardi, si sono portati un bel po’ avanti con il programma di quello che faranno e diranno. Prima di tutto «questa è una casa di vetro», è stata la premessa per mettere fine alla recente polemica sui super stipendi dei sindacalisti e i conti delle organizzazioni. Il bilancio 2014 della Cisl sarda è stato chiuso a zero 746mila euro di entrate, in gran parte il versamento degli iscritti più un contributo della Regione, altrettanto nelle uscite: «Rinvestiamo tutto nei servizi». Ogni mese il segretario generale, Putzolu, incassa 2.500 euro: all’incirca la metà dal datore di lavoro, l’Agenzia agricola Laore, è in distacco, il resto come indennità dal sindacato e sul lordo, circa 62mila euro, paga il 43 per cento d’imposte. Il segretario regionale, Ganga, è intorno ai 44mila fra stipendio base di funzionario Inps e indennità. Per poi aggiungere: «Se non facessimo sindacato a tempo pieno, guadagneremo di più». Ma per loro la Cisl è una missione: 152mila iscritti, in aumento del 20 per cento, e tanti problemi da risolvere. A cominciare dalla percentuale dei disoccupati in assoluto (è al 32) e poi quelli pazzeschi fra i giovani di 19 - 25 anni: oltre la metà. «Sul lavoro il rapporto con la Giunta regionale – ha detto il segretario Putzolu – sono ancora difficili. Ci sono luci e ombre. Registriamo che si sono degli sforzi, ma non si producono in effetti. Anche nei rapporti con il Governo, vorremo che la Giunta battesse di più i pugni sul tavolo e una volta tanto non vorremo che il presidente firmasse accordi boomerang, ma pretendesse pari opportunità per la Sardegna». Il segretario generale è anche convinto che «oltre sulle politiche keynesiane per il rilancio delle infrastrutture, gli investimenti della Regione devono essere orientati soprattutto a creare posti di lavoro». Per questo è immediato il rilancio del piano straordinario: «È indispensabile – ha detto Ganga – se vogliamo dare davvero una scossa alla Sardegna». E se non arrivasse, il piano? «Nessuno sciopero – la risposta – sarebbe un autogol. Molto meglio altre forme di mobilitazione per stimolare la Giunta ad avere più coraggio in Sardegna e a Roma». È da quest’estate che il sindacato aspetta di essere convocato dal governatore: «Gli incontri – hanno detto i due segretari – si sono interrotti. Peccato, perché proposte e idee non ci mancano soprattutto su come andrebbero spesi i fondi europei. Quella sì che è una grande occasione, non possiamo disperderli e ogni euro deve incidere davvero sul territorio». In sostanza, basta navigare a vista: «È un dispendio di energie ed energie che non possiamo permetterci. La Giunta deve confrontarsi con il sindacato, indicare la rotta dello sviluppo per far uscire la Sardegna dalla crisi. Soprattutto ora che ci sono i segnali di ripresa e il Jobs act comincia a dare i suoi primi effetti positivi almeno nella stabilizzazione del precariato». E se la richiesta di partecipazione si trasformasse in questa palese richiesta: «Segretaria Puzolu, vuole essere il prossimo assessore del Lavoro», la risposta del segretario generale sarebbe? «No, grazie».
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