La Nuova Sardegna

Olbia riparte, tutti tornano a casa

di Serena Lullia
Olbia riparte, tutti tornano a casa

La lunga notte insonne si è conclusa con pochi disagi anche nelle zone critiche

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OLBIA. Il ciclone viene declassato a pioggia abbondante già in mattinata. Una notizia che arriva su una città con gli occhi gonfi. Dopo una notte passata a controllare il livello dei canali, illuminati da grossi fari per tutta la notte. E a organizzare la fuga dai quartieri a rischio.

Solo pioggia. La giornata di ieri è stata caratterizzata da piogge abbondanti, ma non violente. Precipitazioni continue, insistenti, come accade nei mesi autunnali. Ma l’allerta meteo con codice rosso aveva fatto scattare l’emergenza in tutta la città. La bomba d’acqua attesa per le prime ore del mattino per fortuna si è sgonfiata. Le zone colpite dall’alluvione nel 2013 e ferite ancora una volta il primo ottobre dal ciclone Mediterraneo non hanno subito danni. I cittadini, prima di andare via dai piani terra delle loro case, ospiti di amici e parenti, avevano cercato di proteggere le abitazioni. Con delle paratie fai da te. Pannelli di legno fissati con schiuma isolante alle porte e alle finestre. Misure semplici che in più casi si sono rivelate utili.

Chiusa la ferrovia. Qualche disagio si è registrato in mattinata vicino alla spiaggia di Marinella, tra Olbia e Golfo Aranci.La zona è finita sotto l’acqua. La Rete ferroviaria italiana è stata costretta a chiudere la ferrovia come misura precauzionale. Per compensare i disagi dei pendolari, sono stati predisposti dei collegamenti alternativi con gli autobus.

Allagamenti. Nella zona di Porto Istana due case sono rimaste isolate per alcune ore. La strada principale era inaccessibile. Un problema che si ripete da anni con la stagione delle piogge. La polizia locale non ha potuto fare altro che segnalare il problema con delle transenne. Allagamenti si sono registrati in diverse zone della città, ma i sorvegliati speciali, il rio Siligheddu, il San Nicola e il Gaddhuresu sono rimasti nei loro letti per tutta la giornata. Solo in serata un affluente del Siligheddu, in via Del Nuraghe, ha esondato. Colpa delle tante canne che hanno fatto un effetto tappo sul corso d’acqua. Il Comune ha fatto intervenire una ruspa per ripulirlo.

Sciolto il Coc. Ormai il termine Coc è entrato nel linguaggio quotidiano. Il Centro operativo comunale è un po’ il cervello del piano di emergenza. È nella sala consiliare del municipio che il Comune, insieme alle forze dell’ordine e alla Protezione civile, pianifica gli interventi. Alle 13 di ieri il Coc è stato sciolto. Si è deciso però di mantenere il presidio operativo del territorio fino alla fine delle piogge. Anche le famiglie che la notte di venerdì erano andati via dalle loro abitazioni, sono rientrati a casa.

Nuovi abbattimenti. Già da domani dovrebbero ricominciare gli abbattimenti di alcuni ponti, quelli che nel piano per il rischio idrogeologico vengono diplomaticamente chiamati opere incongrue. Non sono altro che opere pubbliche, finanziate con denaro di tutti, realizzate in passato con poca lungimiranza e oggi pericolosi ostacoli al regolare corso dei fiumi.

Cozze vietate. Resta ancora in vigore l’ordinanza del sindaco Gianni Giovannelli che vieta la raccolta di cozze, vongole e bocconi. (se.lu.)

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