Allarme aziende artigiane perse 4mila imprese in 3 anni

La Confesercenti annuncia: bilancio negativo nei primi sei mesi del 2015 hanno chiuso in 144 L’assessore Morandi: la ripresa nel 2016, ma tutto il settore è ancora in fortissima sofferenza

SASSARI. Un’ecatombe di posti di lavoro silenziosa, continua, nascosta. In Sardegna negli ultimi 3 anni hanno chiuso 4mila imprese artigiane. Persi 30 mila occupati. Un’emorragia inarrestabile che non ha mai conquistato le pagine dei giornali. I numeri li dà la Regione. «Una situazione complicata – spiega l’assessore regionale Francesco Morandi –. La Sardegna attraversa ancora la crisi, in particolare in settori delicati come le imprese arigiane e commerciali. Se i dati del turismo indicano già una ripresa, è necessario che i soldi arrivati attraverso i tanti visitatori che hanno speso nell’isola entrino come nuova linfain un sistema economico anemico. Ma i numeri sono ancora negativi per ora. Per questo la Regione lavora a un cambio di passo. Mette le premesse per la ripresa».

Confesercenti. L’allarme per prima lo lancia Confesercenti con un bilancio dei primi sei mesi del 2015. Meno 144 imprese rispetto al 2014. A crescere sono solo gli ambulanti con un più 137 attività. La Provincia di Olbia Tempio cresce dell’8 pe rcento, Nuoro è la peggiore con un meno 1,07 per cento. «Rispetto agli scorsi anni il mercato interno mostra qualche segnale di miglioramento, ma per i negozi tradizionali è sempre una fase difficile. Aumentano le aperture, ma l'emorragia di chiusure non si arresta – spiega Marco Sulis, presidente di Confesercenti Sardegna –. A pesare sui negozi tradizionali sono soprattutto la deregulation delle aperture delle attività commerciali: il regime attuale, che prevede la possibilità di rimanere aperti 24 ore al giorno per 365 giorni all'anno, è insostenibile per i piccoli negozi».

La Regione. Uno si aspetta una risposta difensiva, ma Morandi va all’attacco. «È vero i negozi sentono ancora forte la crisi, anche se sono convinto che il saldo di fine anno sarà positivo e la ripresa sarà ancora più forte nel 2016 – dice Morandi –. Ma la situazione delle imprese commerciali e artigiane è ancora difficile. Negli ultimi tre anni sono state perse 4mila imprese artigiane, ora sono 38 mila. Quelle commerciali sono 43 mila. I numeri fanno capire quale difficoltà affronti chi cerca di portare avanti un’azienda e il lavoro che deve fare la Regione per accompagnare il processo di crescita di queste attività Ecco perché portiamo avanti processi di internazionalizzazione e di difesa delle attività».

Il dato. C’è un punto di partenza da cui la Regione deve iniziare a lavorare. «Nell’isola il 90 per cento delle imprese ha meno di 10 addetti – spiega Morandi –. Il dato ha una doppia lettura. È negativo perché queste micro imprese sono troppo deboli davanti ai grandi gruppi per affrontare il mercato. Dall’altro lato significa che esiste un tessuto imprenditoriale a trame strette. Diffuso nel territorio. Ma pensate cosa potrebbe accadere se nei piccoli Comuni venissero meno tutte queste micro imprese. Sarebbe un altro passo verso lo spopolamento dei piccoli centri. Ecco perché è importante che queste aziende si presentino sui mercati internazionali insieme, associate, ma ciascuna di loro mantenga la propria identità». (l.roj)

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