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Corteo contro le basi: cariche e scontri a Cagliari

di Luca Fiori
Corteo contro le basi: cariche e scontri a Cagliari

Un gruppo di un centinaio di persone ha affrontato le forze dell’ordine Città paralizzata per alcune ore, lanci di uova e lacrimogeni contro i negozi

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CAGLIARI. Scene di guerriglia a un passo dal municipio e dal Consiglio regionale per protestare contro «Trident Juncture», la più importante e scenografica della Nato dalla caduta del Muro di Berlino in poi. All’improvviso, nel tardo pomeriggio di domenica e dopo un corteo non autorizzato, gli antimilitaristi, un’ottantina, hanno attaccato le forze dell’ordine che fino a quel momento li tenevano sotto controllo a distanza.

Guerriglia. Sono stati minuti di grande tensione scatenati dai manifestanti. Prima hanno lanciato una decina di uova contro le sedi delle banche nella city cagliaritana e soprattutto preso di mira la filiale della Deutsche Bank, nella vicina via Mameli. Poi dal corteo sono partiti diversi fumogeni accesi, mentre altri giovani avevano già riempito le facciate dei palazzi con scritte spray contro la guerra e le esercitazioni militari.

La carica. Intorno alle 19, nel momento più critico, le forze dell’ordine hanno deciso una carica di alleggerimento nelle strade intorno a piazza del Carnine, per evitare che il corteo riuscisse a entrare in azione anche nel largo Carlo Felice affollato dai cagliaritani e quindi trasformare la zona in un campo di battaglia.

I corpo a corpo. Nelle strade da piazza Yenne a piazza del Carmine, gli scontri si sono fatti pesanti. Poliziotti e carabinieri hanno provato a disperdere i manifestanti, la risposta è stata dura con un altro lancio di oggetti dal corteo. A quel punto c’è stato il sopravvento delle divise schierate dalla questura e dal comando dei carabinieri sin dal primo pomeriggio. Con i manganelli e gli scudi, sono riuscite a spaccare in diversi gruppetti il corteo e a riprendere il controllo delle strade. Dopo un’ora abbondante, la situazione è ritornata sotto controllo e pare – almeno fino a tarda notte – non ci sarebbero feriti e neanche antimilitaristi fermati.

Quartier generale. Poco prima del corteo, partito da piazza d’Armi, i giovani avevano smobilitato il quartiere generale. L’avevano tirato su all’alba di sabato nell’ex cava di Monte Urpinu, occupata con tende e sacchi a pelo. Per una notte, hanno dato vita al campeggio antimilitarista. Poi nel tardo pomeriggio di domenica hanno cercato visibilità intorno a via Roma. Sono stati respinti.

L’appello. È quello lanciato da SardignaLibera, movimento dell’ex consigliere regionale Claudia Zuncheddu. «Sollecitiamo – è scritto nel comunicato – il presidente Pigliaru a compiere atti di opposizione i contro l'Operazione Trident. La Nato ha inserito i poligoni della Sardegna al centro dell’esercitazione militare e la Regione ha ancora cinque giorni di tempo per opporsi al decreto del ministero della Difesa con cui è stato dato il via libera alle grandi manovre. Lo faccia».

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