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Province, il testo cambia ancora

Province, il testo cambia ancora

In Commissione nuova bozza. Prove di dialogo tra maggioranza e opposizione

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CAGLIARI. Prove di Provincia in commissione. Nel parlamentino arriva una terza versione del progetto di riforma delle Province. Un testo differente rispetto a quello varato dalla giunta Pigliaru. Piccoli cambiamenti che destabilizzano molte certezze. La bozza Agus, che prende il nome dal presidente della commissione Francesco Agus, sembra essere la base per un accordo.

Perché la vera notizia è che si è aperto un varco. La maggioranza apre all’opposizione. Lo fa con l’intervento di Roberto Deriu, Pd: «Il testo non è blindato e aspettiamo il contributo dell’opposizione per migliorarlo». E Deriu fa capire che in questo momento non è fondamentale il contenuto del documento, ma la possibilità di un’intesa tra maggioranza e opposizione. L’apertura è stata accolta in modo positivo sia da Michele Cossa, Riformatori, che da Mario Floris, Uds. Anche Pietro Pittalis, Fi, apprezza la richiesta di dialogo arrivata dalla maggioranza. L’opposizione si riunirà questa mattina per studiare il contenuto della nuova bozza e per decidere cosa fare. «Ci sono aspetti che non possono essere messi in secondo piano –spiega Pittalis –. Per prima cosa la riforma non può essere pensata come un’accentuazione del cagliaricentrismo. Si devono valorizzare e difendere tutti i territori dell’isola. Si deve chiarire quale sarà il ruolo dei Comuni. Quante competenze saranno in carico ai nuovi enti intermedi. E fondamentale è la chiarezza sul destino del personale. Ma anche quante e quali saranno le risorse». Il vertice dell’opposizione chiarirà quale sarà il destino della legge. Con l’appoggio del centrodestra l’iter di riforma della legge sarà più rapido.

Cosa cambia. Il nuovo testo di riforma delle Province arrivato in commissione mette in dubbio alcuni punti fermi. Tutti continuano a dire che è modificabile ed è solo una bozza. Nel testo è prevista la creazione delle tre Province più la città metropolitana di Cagliari. Ma per prima cosa si discute sulla sua estensione.

Prende sempre più quota la Provincia Tirrenica, che anche Pittalis non boccia. «Possiamo discuterne, a patto che non sia una sorta di fortino in cui confinare le aree fuori dal duopolio Sassari-Cagliari».

Un altro capitolo riguarda l’unione dei comuni e la loro capacità di unificarsi. Quanto grande possa essere l’unione. C’è un altro capitolo legato al personale.

Un fronte, ancora tutto da discutere, riguarda le partecipate. Non solo le società che danno servizi, ma anche gli enti che vivono grazie alle risorse che arrivano dalla Provincia. Un esempio, virtuoso, su tutti è il Man.

Il confronto è solo all’inizio e fondamentale sarà la decisione dell’opposizione di questa mattina. Con una apertura al dialogo le modifiche potranno diventare ancora più numerose. E la maggioranza fa capire che l’apertura di un confronto in commissione sarebbe il presupposto per miglioare insieme il testo studiato dalla giunta Pigliaru. Ma restano anche profondi punti di distanza. Difficile pensare che il centrodestra possa pensare a questa come a una riforma definitiva. «Restiamo convinti – conclude Pittalis – che l’esperienza delle Province sia terminata». (l.roj)

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