Spaziomusica, fascino del pentagramma cinese
Dall’elettronica alla musica tradizionale il festival apre una finestra su orizzonti poco conosciuti
CAGLIARI. Nessuno di loro è la verità. Così recita lo slogan di questa edizione, la trentaquattro, del festival più longevo nell’isola della musica contemporanea, Spaziomusica: “None of them is the truth”. Ossia, senza etichette. Solo e soltanto la musica, da quella tradizionale all’elettronica, persino quella più vicino al dancefloor. Spaziomusica insomma compie una ulteriore sterzata nella direzione di una apertura totale. Quello che conta è la qualità delle idee e le suggestioni messe in campo da esecutori e compositori. Un coraggioso passo avanti per questa gloriosa rassegna che negli anni ha documentato in modo rigoroso lo stato dell’arte della ricerca contemporanea, aprendo pure, allo stesso tempo, e con molta competenza i file della musica sperimentale come quella di estrazione popolare.
Ecco così il via nei giorni scorso di “Multiversal Exp-Off”, cinque giorni di musica improvvisata e sperimentale proposta in collaborazione con Ouroboros, Nuovo Panificio, Ciclofficina Sella del Diavolo, Caffè Florio e Sa Domu de Liz. Coinvolti decine di artisti, da Perry Frank a Silvia Corda, da Baillon a Henrique Fernandes, da Alex e Mixa Fortuna a Morhide Sawada, solo per citarne alcuni, che hanno animato diversi spazi con performance e improvvisazioni.
Chiusa questa parte sperimentale Spaziomusica, apre da stasera alle 19 al Lazzaretto di Sant’Elia una finestra importante sulla musica popolare cinese. Al centro una conversazione dei due etnomusicologi Marco Lutzu e Ignazio Macchiarella con la musicista Zhang Jinbing.
Due ore dopo, nello stesso spazio, la sarà la stessa strumentista a tenere un concerto di musche tradizionali cinesi assieme a un ensemble formato da Cheng Hongyuan e Huang Zhilu. I tre si esibiranno suonando il guqin, una cetra a sette corde dalle origini antichissime. Per poesia ed eleganza questo strumento è stato accostato al liuto rinascimentale europeo. Curiosi i titoli dei brani in concerto che rimandano ad atmosfere intime e quasi bucoliche. Da "Canto in una notte tranquilla" a "Tornando a casa", da "Acqua che scorre" a "Ode al fiore del susino". E altre come "Oca selvatica sulla riva sabbiosa" o "Canto di incantesimo".La musica cinese tornerà a Spaziomusica il prossimo 9 novembre in Vetreria con il concerto dell’Ensemble Sinorgeman Sounds formato da Nicola Lutz, al sassofono, Zhenfang Zhang, erbu, o violino cinese, Lingling Yu, pipa o liuto cinese. In programma musiche di Gunay Mizayeva, Marcello Pusceddu, Yran Zhao, Sophie Pope, Francesco Maggio e brani tradizionali cinesi. Prossimo appuntamento di Spaziomusica il 4 novembre alle 21 al Lazzaretto con il sassofonista Giampaolo Antongirolami con musiche di Pecin, Pepe, Colangelo, Zanata.
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