È ufficiale: il ministero ritira il ricorso sul Ppr Cappellacci
CAGLIARI. È chiuso per sempre il contenzioso con lo Stato sul Piano particolareggiato approvato dalla giunta Cappellacci 24 ore prima delle elezioni regionali del 2014. Non poteva che essere così:...
CAGLIARI. È chiuso per sempre il contenzioso con lo Stato sul Piano particolareggiato approvato dalla giunta Cappellacci 24 ore prima delle elezioni regionali del 2014. Non poteva che essere così: nel frattempo era «venuto meno il motivo dello scontro istituzionale» – ricorda una nota della Regione – dopo che un anno fa la giunta Pigliaru aveva annullato ogni parte del Ppr del centrodestra. L’ufficialità della fine del caso è arrivata con la comunicazione da parte del ministero dei Beni e delle attività culturali del ritiro definitivo del ricorso presentato a suo tempo alla Corte costituzionale. Allo stesso tempo, come annunciato dall’assessore all’Urbanistica Cristiano Erriu, «sta per cominciare il confronto fra la Regione e il ministero per la condivisione del nuovo Piano paesaggistico regionale». La base di partenza del confronto sarà il Ppr approvato nel 2006 dalla giunta Soru e che abbastanza di recente è stato riveduto e corretto dall’amministrazione Pigliaru. Era stata a suo tempo proprio la mancata condivisione col ministero del testo ribattezzato da Cappellacci come «il Piano paesaggistico dei sardi» a far decidere il ministero di impugnarlo. Poi, a ottobre, dopo pochi mesi dall’insediamento era stata la giunta Pigliaru a fare il primo passo con l’azzeramento anche della “delibera madre” votata e approvata all’ultim’ora dalla precedente Giunta. Da ieri è cominciata la nuova fase con il confronto – sta per cominciare, ha confermato l’assessore – sulla stesura del nuovo Ppr. È di fatto quella presentata mesi fa dalla giunta Pigliaru con diversi correzioni e aggiornamenti rispetto al Piano Soru e che ora la Regione vuole condividere col mistero. Il parere finale del Mibac non è vincolante ma la procedura – cioè l’apertura del tavolo di confronto – è obbligatoria e invece non c’era stata ai tempi di Cappellacci.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google