La Nuova Sardegna

“Freeheld”, amore gay e diritti negati

di Francesco Gallo
“Freeheld”, amore gay e diritti negati

Il film tratto dal corto vincitore dell’Oscar, come la discriminazione incide sull’esistenza delle coppie omosessuali

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ROMA. «Spero che questo film possa aprire il dibattito in Italia sulle unioni civili e che, prima o poi, la gente capisca». A parlare così è l'attrice Ellen Page, omosessuale dichiarata e protagonista di “Freeheld”, regia di Peter Sollett, film passato ieri alla Festa del cinema di Roma (in sala dal 5 novembre) e ispirato all'omonimo corto vincitore dell'Oscar che racconta la vera storia d'amore tra Laurel Hester (Julianne Moore) e Stacie Andree (Page) e della loro battaglia condotta nel 2005 per i diritti gay.

«Grazie alla sentenza della Corte Suprema (26 giugno 2015) ora le cose vanno meglio – continua l'attrice – ma in 31 stati non è così. A Los Angeles, anni fa, eri picchiato se si sapeva che eri gay. Spero che questo film faccia finalmente vedere l'impatto che la discriminazione può avere nella vita delle persone». Il film, applaudito stamani alla prima stampa, suscita commozione e racconta anche un pezzo di storia americana sul fronte delle battaglie per i diritti civili. Questa la storia. Alla pluridecorata e coraggiosa detective del New Jersey Laurel viene diagnosticato un cancro ai polmoni. Una malattia che le lascia un breve margine di vita. Decide così di assicurare la sua pensione alla sua compagna Stacie con cui ha messo su casa con tanto di cane. Ma i funzionari della Contea di Ocean (Ocean County - New Jersey), detti Freeholders, non hanno alcuna voglia di riconoscerle questo diritto. Dalla sua parte la poliziotta si ritrova il detective Dane Wells (Michael Shannon) e l'attivista per i diritti civili Steven Goldstein (Steve Carell). E questo fino alla vittoria finale. «Mi sono preparata trascorrendo tanto tempo con Stacie e anche, ovviamente, vedendo il documentario che mi ha fatto piangere tantissimo» dice l'attrice canadese, che ha anche coprodotto il film ed è diventata nota come protagonista di Juno. Per lei il coming out della sua vera sessualità è stato a dir poco liberatorio: «Finalmente a Hollywood mi sono sentita per la prima volta libera di essere me stessa. Prima vivevo nel timore, mi sentivo svantaggiata, triste. Ora sono molto più felice, sia come essere umano che come attrice». Del suo rapporto con Julianne Moore dice solo bene.

«È stata molto presente ed è una donna di grande generosità. Ha interpretato tanti ruoli gay (I ragazzi stanno bene, The Hours e Chloe) e, infine, come me è una persona che crede molto nell'eguaglianza». Su come vada combattuta la battaglia per i diritti gay, spiega Ellen Page, che ha iniziato a recitare a 11 anni: «Lo so, ci sono molte opinioni diverse, se sia meglio fare una battaglia seria o utilizzare forme di protesta divertenti. Trovo giuste entrambe. Ad esempio trovo fantastico il gay pride. È un momento per esprimersi da parte di persone che non possono farlo mai». I sogni del cassetto di Ellen Page? «Gli stessi di Stacie Andree. Ovvero una casa, una persona che mi vuole bene e un cane».

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