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Festa del cinema, Gianni Amelio racconta la «scuola di classe»

Festa del cinema, Gianni Amelio racconta la «scuola di classe»

Altro che «Registro di classe», così come indica il titolo del film d'archivio di Gianni Amelio (nella foto) e Cecilia Pagliarani passato ieri alla Festa del cinema di Roma, qui si parla di «scuola...

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Altro che «Registro di classe», così come indica il titolo del film d'archivio di Gianni Amelio (nella foto) e Cecilia Pagliarani passato ieri alla Festa del cinema di Roma, qui si parla di «scuola di classe» nel senso più politico. Il film, prodotto dall'Istituto Luce, racconta come si è evoluta la scuola dal fascismo agli anni Sessanta, attraverso tante immagini di repertorio. Dall'indottrinamento educativo del fascismo alle scuole serali per adulti, dalla confusione delle lingue, tra dialetti e italiano, fino alle differenze tra scuola privata e pubblica. Ma sempre sul filo di una istituzione che divide tra ricchi e poveri. «La scuola di domani – dice Amelio –non è come quella di oggi, né come quella di ieri, sono stati fatti progressi enormi. Solo un neo grandissimo quando si chiamava “scuola dell'obbligo”. L'ho odiato subito quel modo di dire, si sarebbe dovuta chiamare “scuola di diritto”. Chi non andava a scuola non è che non volesse, non poteva. Tutti dovremmo avere gli stessi diritti ed è dalla scuola che si dovrebbe cominciare».

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