La Nuova Sardegna

sostegno agli esodati

Un prestito a chi ha perso il lavoro

Con 7,5 milioni un “ponte” per raggiungere la pensione

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CAGLIARI. La Sardegna su «previdenza, esodati e affini» si aspettava qualcosa di più dal Governo. Però del sostegno sperato per ora non c’è traccia nella Legge di stabilità di Renzi, averci creduto forse è stato un errore, e allora la Sardegna ha deciso di mettersi in proprio. Lo farà con i 7,5 milioni con cui finanzierà il progetto sperimentale «Prestiti previdenziali». Servirà a dare una mano alla fascia più anziana dei lavoratori, quelli senza più un’occupazione e con molte difficoltà a trovare un nuovo posto vista l’età, ma ai quali allo stesso tempo mancano pochi mesi o al massimo due anni per andare in pensione. In sostanza, non hanno i soldi – ha detto l’assessore al Lavoro Virginia Mura – per pagare l’ultima e decisiva tranche di contributi Quindi di fatto oggi sono appesi al nulla, o meglio ancora hanno conquistato il non invidiabile patentino di esodati. «È un vuoto che vogliamo colmare – ha aggiunto l’assessore – e in questo percorso vorremmo sostenere dalle 400 alle 1.200 persone nella prima fase del progetto».

Come funzionerà. Ai lavoratori con massimo 24 mesi ancora da versare, la Regione concederà un prestito – sarà a tasso zero e da restituire anche in sette anni – e con quei soldi potranno colmare il vuoto nei versamenti con l’Inps. Cioè: potranno andare in pensione, mentre finora, nonostante avessero i requisiti dell’età, erano tagliati fuori proprio a causa di quel buco finale. «È un ponte per raggiungere la pensione – ha sottolineato l’assessore – e siamo convinti che servirà a risolvere un bel po’ di problema a chi invece oggi è finito in un tunnel, quella della previdenza, e non sa come uscirne».

Le date. A novembre il fondo sarà aperto, assieme alla firma della convenzione con l’Inps, che insieme alla Sfirs, la Finanziaria regionale, gestirà le pratiche. Sarà un fondo a rotazione, incrementato dalla stessa restituzione dell’anticipo da parte della Regione, ma la Giunta è sicura di riuscirlo a incrementare fino a 14 milioni e aumentare così la platea degli esodati da salvare. A dicembre partiranno i bandi e nei primi mesi del prossimo sarà la Sfirs a erogare il prestito previdenziale in base alla graduatoria concordata con l’Inps.

Il prestito. La sperimentazione prevede che agli stessi lavoratori sia concesso anche un sussidio di 700 euro massimo e per non più di 7-9 mesi, ma in cambio dovranno «garantire di svolgere lavori di utilità sociale». Questo capitolo del progetto è stato finanziato dalla Giunta con un milione e servirà a rendere meno difficile sotto l’aspetto economico il periodo che precederà all’erogazione della pensione-scivolo.

I dati. Dall’ultimo censimento è emerso che è in crescita progressiva il numero dei disoccupati nella fascia 55-64 anni d’età e in misura ancora maggior quella degli over 64. Sono quasi tutti senza pensione, non hanno altri redditi e questa è una delle principali cause di povertà. L’allarme sociale è scattato da tempo e in questi ultimi mesi, con la crisi in corso, è aumentato. «Contavamo e speravamo che la nostra misura sperimentale del prestito previdenziale potesse partire in parallelo con un’altra simile del Governo, ma siamo rimasti delusi dalla Legge di stabilità e quel punto la Giunta ha deciso di partire lo stesso». (ua)

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