La Nuova Sardegna

barracciu dimessa

I politici e il senso dell’onore

di Andrea Filippi

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Questa volta tocca davvero dirlo: onore a Francesca Barracciu. In un paese nel quale le dimissioni di un politico inquisito restano sempre un evento raro, il gesto dell'ormai ex sottosegretaria alla Cultura, ieri rinviata a giudizio per le spese pazze in Regione, non va festeggiato ma apprezzato per quello che è: un atto opportuno e doveroso nei confronti dei cittadini e della politica. Nonché un gesto di rispetto nei confronti del lavoro della magistratura, che da oggi potrà proseguire con maggiore serenità.

Le dimissioni di un politico indagato, è bene ricordarlo, non sono a un automatismo conseguente all'atto giudiziario, ma rientrano nell'ambito dell'autonomia della politica o, se vogliamo, al senso di responsabilità di chi le dovrebbe eventualmente dare. Nessun altro può aspettarsi le dimissioni di un uomo pubblico inquisito, che non sia quel vero, unico, giudice della politica che è l'opinione pubblica, ossia gli elettori. Francesca Barracciu dovrà affrontare un processo, ma al momento per lei, come per tutti, vale il principio della presunzione di innocenza.

C'è però una differenza fondamentale tra un politico e un privato cittadino, differenza che balza all'occhio rileggendo l'articolo 54 della Costituzione che, nella parte iniziale recita: "tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Costituzione e di osservarne la Costituzione e le leggi". Per poi precisare: "I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina e onore". Il che significa che per chi svolge funzioni pubbliche non è sufficiente affermare di aver rispettato la legge penale, dunque di non aver commesso alcun reato. A loro è imposto un dovere costituzionale aggiuntivo: disciplina e onore. Senza macchia alcuna, anzi senza ombre. Nel momento in cui questo dovere non viene rispettato, nel momento in cui sul loro lavoro si staglia l'ombra forte di un sospetto o la macchia di un comportamento inopportuno, ecco che i politici rischiano di perdere l'onore. E le dimissioni diventano il primo passo necessario per riconquistarlo.

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