Il sindaco: «L’unica strada è la legalità»
Il paese è sotto choc ma non si arrende: la violenza e la paura non devono prevalere
BENETUTTI. «Un caso di violenza inaudita, che non deve schiacciare quello che è il nostro paese: un luogo tranquillo, ricco di valori sani e ben radicati tra i suoi abitanti». Il giovane parroco di Benetutti don Giammaria Canu commenta così la notizia dell’omicidio di Giuseppe Sebastiano Mulas che ha riportato in paese un clima di angoscia e paura.
Benetutti è un paese di sani principi - assicura don Giammaria Canu - dobbiamo superare questo momento di dolore e ritrovare i valori della nostra comunità.
Le parole del sacerdote esprimono speranza per il futuro di una comunità che oggi si trova a fare i conti con un episodio che incontra condanna unanime. «Sono vicino, con la preghiera, alla famiglia intera della vittima, alla moglie e ai suoi due figli, che stanno attraversando un profondo momento di dolore», ha detto don Canu, che ieri, come tanti abitanti del paese, si è recato a fare visita ai familiari dell’allevatore ucciso.
Dello stesso avviso è anche il sindaco Gianni Murineddu che, condanna e indica la strada per uscire da questo momento di dolore. «Benetutti deve andare avanti seguendo l’unica strada possibile - spiega il sindaco - quella della legalità. Non esistono scorciatoie. Ciò che è accaduto deve non solo far riflettere tutti, ma ricordarci che siamo cittadini leali e conosciuti, dentro e fuori i confini del Goceano, come persone lontane dalle logiche della malafede e della violenza». Il primo cittadino sottolinea l’importanza di avere fiducia nella giustizia, e riferendosi a Giuseppe Sebastiano Mulas ricorda «che aveva pagato il suo debito con la giustizia».
Nonostante la tragedia a Benetutti è stato deciso di proseguire con i preparativi per la manifestazione “Le botteghe del labirinto” già prevista per domani, sabato e domenica.
Una scelta per niente facile, perché in questi casi generalmente si pensa a cancellare ogni attività per lasciare spazio al lutto e al dolore.
Amministrazione comunale e organizzatori dell’evento hanno deciso di «dare un segnale di vita», di aprire «quel laboratorio di valori» che possa dare l’immagine sana e capace di raccontare in maniera autentica quello che veramente è il paese: tradizione, arte e ospitalità, espresse attraverso 43 botteghe sparse per tutto il centro abitato.
«Un’occasione per ricordare l’ospitalità che contraddistingue da sempre il paese di Benetutti», ricorda il sindaco Murineddu. La tre giorni è organizzata dal comitato “Zente in Faina”, con la collaborazione della Pro Loco, dal Comune e dai privati che hanno aderito a vario titolo. Sarà un tuffo nel mondo benetuttese tra convegni, esposizioni e degustazioni di ciò che producono i suoi abitanti, «affinché il dolore per l’accaduto non sia motivo di demoralizzazione ma forza di volontà per andare avanti».
Una prova complessa, segnata dal dolore per la tragedia. Un morto ammazzato pesa in maniera terribile su tutta la comunità, ma Benetutti vuole reagire con le armi della legalità e della solidarietà. Con coraggio contro la violenza.
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