Renzi: «Non gliel’ho chiesto io Ma brava Francesca, onore a lei»
Il presidente del Consiglio sottolinea la «scelta non obbligata, sino alla condanna si è tutti innocenti» Franceschini: «Gesto di grande correttezza». Sorial e Fraccaro, M5S: «Merito nostro, ora fuori gli altri»
SASSARI. I complimenti del premier Matteo Renzi sono un balsamo sulla ferita aperta. Il presidente del Consiglio le dice «brava, ha fatto una scelta apprezzabile, onore a Francesca Barracciu». Che il passo indietro l’ha fatto nonostante nessuno la obbligasse perché, aggiunge Renzi «un rinvio a giudizio non è un avviso di garanzi, per tutti vale il principio per cui finchè non ti condannano sei innocente». Ma il gesto dell’ex sottosegretario non può lasciare indifferenti, «perché in un Paese in cui non si dimette nessuno lei l’ha fatto. Per questo le dico brava». Il premier, che parla alla trasmissione Otto e Mezzo, ribadisce che lasciare gli incarichi in presenza di avvisi di garanzia o rinvii a giudizio come nel caso di Francesca Barracciu è una decisione personale: neppure una parola sugli altri sottosegretari – Umberto Del Basso de Caro, Giuseppe Castiglione e Vito De Filippo – gli altri impresentabili finiti nell’occhio del ciclone dell’opinione pubblica perché indagati al momento dell’assegnazione dell’incarico.
Di sicuro, la Barracciu ha tracciato il solco. Con «un gesto di grande correttezza e sensibilità istituzionale. Sono certo che Francesca si batterà con tutta la determinazione che ha sempre dimostrato di avere, per vedere riconosciuta la sua innocenza. Io voglio ringraziarla per il lavoro che ha fatto in questo anno e mezzo al ministero, con grande competenza, passione e correttezza». Queste le parole del ministro dei Beni culturali e Turismo, Dario Franceschini, con il quale la Barracciu ha lavorato a strettissimo contatto.
Stesso tono per Andrea Marcucci, senatore del Pd e presidente della commissione Cultura a Palazzo Madama. Su twitter cinguetta così: «La decisione della sottosegretaria Barracciu dimostra dignità personale e responsabilità verso governo e Parlamento. Un rinvio a giudizio in uno stato di diritto non è una condanna».
E poi ancora Lorenzo Guerini, vicesegretario del Partito Democratico: « Apprezziamo il gesto di responsabilità di Francesca Barracciu che, dimettendosi, dimostra sensibilità istituzionale. Siamo certi che da subito potrà dedicarsi a chiarire la sua posizione con la magistratura e confidiamo che le indagini in corso possano dimostrare la sua correttezza». Fuori uno, tuona invece, anche lui su twitter, Riccardo Fraccaro, deputato M5S: «Barracciu? Si è dimessa! Renzi? L’ha sempre difesa, ci sono volute le pressioni M5S per mandarla a casa, #fuoriunaltra, avanti il prossimo!».
Si prende i meriti anche Giorgio Sorial, capogruppo dei grillini alla Camera: «Noi avevamo già presentato una mozione di sfiducia sia alla Camera sia al Senato e rivendichiamo queste dimissioni. Ma rilanciamo - ha aggiunto - tra le fila del governo ci sono altri impresentabili e quindi sarebbe più che opportuno che decidessero di fare un passo indietro rispetto al ruolo che ricoprono». Rispetto per la Barracciu, invece, nelle parole del deputato del Pd Roberto Giachetti: «La sua scelta fa bene alla politica soprattutto perché per il nostro stato di diritto è innocente fino a prova contraria». (si. sa.)
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