La Nuova Sardegna

autoritÀ per l’energia

Nuovi guai per Abbanoa: «Costo deposito gonfiato»

di Mauro Lissia
Nuovi guai per Abbanoa: «Costo deposito gonfiato»

CAGLIARI. L’importo del deposito cauzionale imposto agli utenti è stato «maggiorato indebitamente», il valore di incremento patrimoniale degli edifici di Nuoro e quello dei terreni risulterebbe...

28 ottobre 2015
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CAGLIARI. L’importo del deposito cauzionale imposto agli utenti è stato «maggiorato indebitamente», il valore di incremento patrimoniale degli edifici di Nuoro e quello dei terreni risulterebbe sottostimato così come sarebbero sottostimate le percentuali di degrado di alcuni beni, con riflessi sul bilancio: dopo la Procura della Repubblica e l’Antitrust, adesso è l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico ad avviare un procedimento per l’adozione di provvedimenti sanzionatori contro Abbanoa. La delibera del 22 ottobre con la quale si annuncia un’istruttoria di 180 giorni fa riferimento all’inadempimento di una lunga serie di disposizioni. Una volta conclusa la fase istruttoria, l’Autorità deciderà entro tre mesi se e come sanzionare la società concessionaria del servizio idrico integrato della Sardegna, che ha annunciato nei giorni scorsi di volersi opporre in appello alla sanzione di un milione e 80 mila euro inflittale poche settimane dall’Antitrust. Le sei pagine della delibera hanno l’aspetto di un atto d’accusa molto articolato sulla gestione di Abbanoa, che al di là delle dichiarazioni ufficiali sembra - a leggere il documento dell’Autorità per l’energia - non aver ancora superato il pantano di lentezze e di criticità che appena un anno fa l’avevano portata sull’orlo del fallimento, poi scongiurato grazie alla capitalizzazione regionale da 142 milioni. Qui, attraverso un complesso calcolo, l’Autorità per l’energia ricostruisce una sequenza di violazioni - da considerarsi presunte fino alla conclusione dell’istruttoria - destinate a produrre pesanti effetti sui conti economici e sulle tariffe. Per chi ama il linguaggio tecnico ecco di seguito che cosa sostiene fra l’altro l’Autorità dell’energia: Abbanoa avrebbe indicato al 31 dicembre 2011 un valore di incremento patrimoniale realizzato nel 1995, relativo all’insieme dei fabbricati non industriali della sede legale di Nuoro superiore a quello registrato nell’inventario 2002 di Govossai S.p.A.(ex Consorzio, incorporata per fusione da Abbanoa nel 2005) cosi sovrastimando il costo storico originario del bene. Avrebbe altresì stratificato nell’insieme dei predetti fabbricati non industriali della sede legale di Nuoro anche il valore di incremento patrimoniale del terreno sul quale e edificata la sede (area fabbricabile di Biscollai). Ancora: Abbanoa avrebbe inoltre indicato valori comprensivi di Iva in luogo di quelli netti per i lavori e le manutenzioni straordinarie relativi al depuratore di Is Arenas. Avrebbe infine indicato nel fondo di ammortamento 2011 relativo alla sede legale di Nuoro aliquote minori di quelle adottate da Govossai S.p.A. e dalla stessa Abbanoa negli anni precedenti il 2011, con l’effetto di sottostimare la percentuale di degrado del bene.

Ma la sequenza delle presunte violazioni è lunghissima e si conclude con un riferimento al contestatissimo deposito cauzionale, contro il quale si sono battute le associazioni dei consumatori. È scritto nella delibera: in seguito alla verifica ispettiva è emerso che Abbanoa avrebbe indebitamente maggiorato l’ammontare del deposito cauzionale richiesto agli utenti per i servizi di acquedotto, fognatura e depurazione e dagli elementi acquisiti non risulta, peraltro, che le condotte relative alle contestazioni in merito alla fatturazione del deposito cauzionale siano cessate, con conseguente perdurante lesione dei diritti degli utenti finali ad una esatta conoscenza e ad una corretta applicazione degli oneri del servizio idrico integrato. Insomma, per Abbanoa i guai sembra non debbano finire mai.

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