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Per Sassari un bonus da 15 milioni

Per Sassari un bonus da 15 milioni

Dopo l’accordo sull’unica città metropolitana a Cagliari, adesso si studiano le compensazioni per il nord dell’isola

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CAGLIARI. Detto fatto. Superato lo scoglio del Pd, o comunque evitato il naufragio, la commissione Autonomia ha ripreso in mano la riforma degli Enti locali. All’indomani del chiarimento in casa del partito di maggioranza relativa, il clima nella maggioranza di centrosinistra è più sereno. I nuovi assetti degli enti locali saranno al centro della direzione del Pd, fissata per sabato.

L’accordo. Restano ancora da chiarire alcuni particolari sulle compensazioni che saranno assegnate, con tanto di articolo, alle due Unioni metropolitane di Sassari e Olbia. Non sono particolari di poco conto: valgono diversi milioni. Ad esempio – stando a una prima stima – nella nuova ripartizione del Fondo unico (i trasferimenti della Regione ai Comuni) all’Area vasta di Sassari potrebbe essere riconosciuto un bonus intorno ai 15 milioni, calcolato proprio in base alla densità della popolazione nella nuova Area vasta. Così come a Olbia verrebbe riconosciuta un’importante corsi preferenziale nella programmazione dei Fondi europei, è ancora difficile quantificare la cifra, e in particolare per quanto riguarda i progetti di sviluppo territoriali. Sarebbero questi gli indennizzi concessi alle due super Unioni, come risarcimento per non aver ottenuto il riconoscimento di Città metropolitana. Proprio sui finanziamenti destinati a Cagliari nella maggioranza sono molti a interrogarsi se il nuovo ente debba partecipare o meno alla ripartizione del Fondo unico visto che avrà i suoi finanziamenti dedicati. A sostenere, in Consiglio regionale, che Cagliari e dintorni debbano essere escluso sono soprattutto i portavoce dei piccoli Comuni, per evitare, dicono, un eccessivo concentramento di risorse sui tre poli di Cagliari, Sassari e Olbia.

Il relatore. Non è ancora ufficiale ma per la maggioranza a presentare il disegno di legge in aula dovrebbe essere Roberto Deriu, vicecapogruppo del Pd, e non Francesco Agus, Sel, presidente della commissione Autonomia. «Il Pd aveva questa esigenza – ha commentato Agus – e tutti gli altri partiti della maggioranza hanno condiviso che la scelta ricadesse su un nome autorevole come lo è quello di Roberto Deriu». Proprio ieri, all’indomani del chiarimento fra i Democratici, il vicecapogruppo del Pd ha scritto: «Dopo cinque anni di proclami roboanti del centrodestra, tiriamo le somme del nostro intenso e meditato lavoro, per innovare il sistema. Dobbiamo raggiungere diversi obiettivi: ridurre i costi, generali e politici; adeguare le strutture ai servizi, coordinare i nuovi enti tra loro e con il Sistema Regione e garantire il flusso continuo dei finanziamenti. Ma le regole non bastano. Servono le persone dentro le macchine e serve l'anima a rendere feconda questa e le altre riforme».

L’opposizione. Il centrodestra non molla la presa e continua a sparare ad alzo zero sulla riforma. Marco Tedde, vicecapogruppo di Forza Italia, ha scritto: «La giunta Pigliaru vuole condannare Sassari e il Nord sardegna a trent’anni di marginalità, politica ed economica». Per Gianni Lampis (Fdi-An) «dal centrosinistra non arriva una proposta strategica, ma solo una legge che trasformerà la Sardegna in una grande periferia». (ua)

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