Romano Cagnoni Un fotoreporter dentro la Storia
Domani a Cagliari al Lazzaretto di Sant’Elia s’inaugura la mostra “Fotografia totale”
di Antonio Mannu
Romano Cagnoni è uno tra i più importanti fotogiornalisti italiani, un autore che ha lavorato soprattutto per la stampa estera, in particolare per quella britannica. Lo scorso febbraio, a quasi ottant'anni portati con gran disinvoltura, insieme alla moglie Patrizia Franceschetti è stato clandestinamente in Siria, a Kobane, a documentare la resistenza kurda all'Isis e la situazione in città. Il suo è stato un percorso umano e professionale lungo, intenso e avventuroso. Domani, a Cagliari, al Centro Comunale d'Arte e Cultura del Lazzaretto, verrà inaugurata la mostra “Fotografia Totale”, serie di immagini che raccontano il suo lavoro pluriennale.
A lezione da Guttmann. Nato in Toscana nel 1935, a Pietrasanta, durante la seconda guerra mondiale è rifugiato a Sant’Anna di Stazzema, da cui va via solo un giorno prima dell’eccidio. Nel dopoguerra trova impiego come assistente di un fotografo locale e, da autodidatta, inizia a ritrarre ciò che più lo attrae.Nel 1958, senza permesso di lavoro, la stessa condizione precaria di un extracomunitario di oggi, parte per Londra dove conosce Simon Guttmann e Stefan Lorant, considerati i padri del moderno fotogiornalismo. Inizia a collaborare con Guttmann, che introdusse Robert Capa alla fotografia, lavorando in particolare su temi culturali. In quel periodo realizza, su commissione del Partito Laburista, un lavoro sulla campagna elettorale conclusasi con la vittoria di Harold Wilson. In seguito è il primo fotografo della stampa indipendente a visitare Hanoi e il Vietnam del Nord. Lo fa insieme a James Cameron, giornalista britannico alla cui memoria è dedicato un’ importante premio.
Guerra in Africa. Successivamente decide di mettersi in proprio, pianificando e producendo da solo le sue storie e pubblicando tantissimi reportage. Tra i più significativi quello sul Biafra, durante la guerra civile nigeriana. Nell'occasione trascorre lunghi periodi nei luoghi del conflitto. Cagnoni fu uno tra i primi fotografi di guerra a far ciò, per questa ragione Jorge Lewinski, fotografo e storico della materia, ne parla sul suo libro “The Camera at War”. In seguito Cagnoni lavora sulla Palestina, sulla guerra del Kippur in Israele, sul Cile di Allende, che visita insieme allo scrittore Graham Greene, sul ritorno di Peron in Argentina, realizza riprese clandestine dell' Armata Rossa durante l'invasione dell'Afghanistan e produce molte altre storie.
Jugoslavia e Cecenia. In tempi più recenti ha documentato il conflitto in Jugoslavia, dove, in una sorta di ritorno agli albori del reportage di guerra, ha utilizzato un banco ottico; ha poi allestito uno studio fotografico a Grozny, in Cecenia, per ritrarre i guerrieri ceceni durante i combattimenti. Molto conosciuto in ambito internazionale Cagnoni è citato da Harold Evans, ex direttore del Sunday Times, sul suo “Pictures on a page”, un fondamentale testo sul fotogiornalismo e sull'uso delle immagini nella carta stampata. Evans definisce Cagnoni uno dei più autorevoli fotografi al mondo e lo cita insieme ad autori come Cartier-Bresson, Bill Brandt, Don McCullin e Eugene Smith.
La mostra “Fotografia Totale” è composta da quarantaquattro stampe, quattro a colori e quaranta in bianco e nero. E' organizzata da Ogros-fotografi associati, in collaborazione con l'associazione Sarditudine di Palau e con il contributo del Comune di Cagliari.
Progetto Figuras. La mostra di Cagnoni fa parte della rassegna espositiva «Figuras», un’iniziativa che si propone di presentare al pubblico isolano alcune mostre fotografiche. Tra queste un progetto collettivo sui Candelieri di Sassari, il lavoro di Mario Dondero “A proposito di Robert Capa”, esposto a Villanova Monteleone nel 2014, una mostra sull’Asinara e il reportage di Nanni Angeli “La janna a lianti”, un lavoro sugli stazzi della Gallura, attualmente in mostra a Gavoi presso il Museo Comunale: progetto multimediale in tre lingue – italiano, inglese e gallurese – che Angeli ha dedicato alla sua terra, la Gallura settentrionale.
“Fotografia Totale” sarà visitabile dal martedì alla domenica (chiusura il lunedì) sino al 22 novembre, dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20. Per informazioni 070 3838085 338 9149219 lazzaretto2000@tiscali.it
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