La Nuova Sardegna

Formazione, le agenzie al collasso

di Stefano Ambu

Appello a Pigliaru: «Senza i 20 milioni di arretrati saremo costretti a licenziare»

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CAGLIARI. Venti milioni per andare avanti. E per non mandare lettere di addio al personale. È quasi un paradosso: le agenzie di formazione professionale, che spesso aiutano i corsisti a inserirsi o a reinserirsi nel mondo del lavoro, potrebbero essere costrette a licenziare i propri dipendenti. Il drammatico conto alla rovescia è cominciato, meno trentotto giorni: i fondi dovranno arrivare entro il 31 dicembre o sarà il caos.

Il coordinamento. Sos e possibili scenari sono stati illustrati da un maxi-coordinamento che comprende venticinque delle trentasette agenzie che operano in Sardegna. Il simbolo dell'urgenza è proprio questa unità: stessi problemi e stessa immediata necessità di risolverli. Prima mossa: l'appello con richiesta di intervento rivolto al presidente della Regione Francesco Pigliaru. Si tratta di chiudere e rendicontare le spese delle attività del piano operativo del vecchio Fondo Sociale Europeo: circa venti milioni di euro, appunto. Fondi bloccati o in ritardo, spiegano le agenzie. Soldi che non ci sono e che – ribadisce il coordinamento –- stanno già producendo danni. Per ora c’è uno slittamento di tre o quattro mesi nei pagamenti degli insegnanti e nei rimborsi dei corsisti. Che hanno la priorità, si intende. Ma se i soldi non ci sono, è tutto inutile. Poi c'è quello che si teme, nell'immediato futuro, anno 2016, mica tra mezzo secolo: sospensione o riduzione dell'attività e lettere di licenziamento per il personale.

I numeri. È un pianeta molto popolato, quello della formazione in Sardegna. I dati si riferiscono al triennio 2013-2015. Le agenzie sono 37, ma, considerando che si accreditano anche scuole e università si arriva a quota 158. Quasi 550 dipendenti, 392 a tempo indeterminato. In più ci sono 12.016 tra formatori e fornitori, 47.245 utenti. E ancora: 398 sedi formative, 4337 corsi, un milione e mezzo di ore formative erogate. «Siamo in una situazione di emergenza – ha detto Barbara Spignesi, una delle portavoce del coordinamento – per la prima volta pubblicamente ci uniamo e cerchiamo insieme una soluzione. Stiamo parlando di un settore considerato fondamentale anche dall'Unione Europea per l'avvicinamento al lavoro».

Tempi stretti. Bisogna fare in fretta: fondi e adempimenti burocratici devono essere a disposizione prima di Capodanno. I problemi, nello specifico, riguardano i pagamenti della spesa della misura denominata Por Fse 2007-2013. Non c’è di mezzo solo il passato: ma anche ballo l'avvio della programmazione 2014-2020. «Il rischio – ha detto Spignesi – è quello che siano azzerate le attività di formazione nei territori». Per poi aggiungere: «Risolti i problemi della vecchia programmazione – sostiene il coordinamento – potremmo guardare al futuro con più serenità». E «c'è bisogno di una programmazione adeguata per rispondere ai bisogni dei giovani – ha sottolineato Antonio Demontis, un altro dei portavoce del coordinamento – in un contesto molto difficile come è quello della dispersione scolastica e della scarsa competitività delle aziende».

Appello a Pigliaru. Il documento è stato inviato a Pigliaru e alla Giunta. Richiesta numero uno: impegno straordinario per garantire una accelerazione dei pagamenti, tutti con procedura d'urgenza". Altra richiesta: "introduzione di strumenti straordinari anche di natura legislativa per garantire la spendibilita delle risorse comunitarie 2007-2013 entro i termini stabiliti da Bruxelles». Ma bisogna fare in fretta – avvertono le agenzie – «altrimenti rischiamo il collasso. Sul rischio di un blocco della formazione professionale ha preso posizione il consigliere regionale Paolo Truzzu (Fdi-An): «I professori che governano la Sardegna destinano i fondi solo alle proprie università e girano la faccia davanti ai problemi reali. Anzi, li aggravano con una valanga di burocrazia».

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